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La parodontite negli under 40: da cosa è dipesa?

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La parodontite negli under 40

Perché la piorrea colpisce anche le persone giovani?
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In Italia, ogni anno centinaia di migliaia di persone scoprono, spesso con grande ritardo, di essere affette da una patologia orale che, se trascurata, è tra le prime cause della perdita dei denti naturali nella popolazione adulta.

La parodontite, chiamata anche piorrea nel gergo comune, è una subdola patologia del parodonto, cioè la fondamentale struttura di supporto dei denti, formata da gengive, osso alveolare, legamento parodontale e cemento radicolare.

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Il Ministero della Salute ha stimato che, nella sola Italia, questa patologia colpisce oltre il 60% dell’intera popolazione del Paese.

Rispetto al passato, in cui la percentuale d’incidenza della piorrea era molto più comune nella popolazione over 50, attualmente sembra che questa malattia colpisca sempre di più anche i pazienti giovani, anche sotto i 40 anni.

Difatti, le stime del Ministero della Salute del resto parlano chiaro: la fascia che sembrerebbe essere in forte aumento per la comparsa dei primi sintomi della parodontite è proprio quella tra i 35 ed i 44 anni, con una particolare incidenza a stabilizzarsi verso i 38 anni.

Leggi questa pagina per scoprire cos’è la parodontite, da cosa è causata e perché sta divenendo così comune anche nella fascia della popolazione sotto i 40 anni.

Cos’è la malattia parodontale?

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La parodontite, conosciuta comunemente come piorrea tra la popolazione, è un’affezione che colpisce il tessuto del parodonto, cioè la struttura di protezione ed ancoraggio dei denti.

Il parodonto è formato dalle gengive, che proteggono i tessuti profondi dei denti (la radice) e l’osso alveolare, ancorato alle radici per mezzo del cemento radicolare, che ricopre le radici dei denti, e il legamento parodontale che si lega a gengive e cemento radicolare.

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La parodontite si manifesta come una lenta ma inesorabile regressione delle gengive che, seppur in un tempo molto lungo, si ritirano sempre più verso l’apice radicolare dei denti.

Questa recessione provoca la formazione di autentiche tasche, le tasche parodontali, che scoprono sempre di più la radice dei denti, e in cui si annidano residui di cibo e batteri.

Proprio i batteri, o meglio un certo tipo, quelli chiamati parodontopatogeni, sono l’elemento eziologico della parodontite.

Nei soggetti predisposti, questi particolari batteri, normalmente presenti nel nostro cavo orale, iper-proliferano, e aumentano così tanto di numero da causare una difesa estrema delle gengive, che è appunto la loro retrazione.

La parodontite è una patologia genetica?

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Dopo anni di supposizioni, la Medicina ha da tempo stabilito senza ulteriori dubbi che la parodontite è una patologia genetica, e dunque ereditata a livello familiare.

La sua ampissima diffusione nel mondo e la sua difficoltà di trattamento definitivo, del resto, per anni hanno lasciato supporre che si trattasse proprio di una patologia a predisposizione genetica.

Ovviamente, datosi che la patologia ha come origine eziologica un’iper-proliferazione batterica, non si eredita la parodontite in sé, ma la predisposizione dei tessuti gengivali ad essere più sensibili del normale ai batteri parodontopatogeni.

La predisposizione genetica, comunque, sebbene di grande importanza, non è sufficiente a scatenare la sintomatologia manifesta della parodontite.

Affinché le gengive comincino a ritirarsi, è necessario che vi sia una carica batterica importante nel cavo orale, sufficiente a scatenare la sintomatologia.

Perché la parodontite colpisce in età adulta?

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La parodontite è una patologia che, fino a poco tempo fa, si pensava fosse legata a doppio filo all’età anagrafica.

Era opinione comune, difatti, che la patologia si scatenasse principalmente nella popolazione over 50, ma studi e casistica recente hanno dato risultati differenti.

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Difatti, secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, benché la parodontite sia diagnosticata maggiormente nella popolazione over 60, si stima che l’inizio della patologia avvenga proprio nella fascia d’età adulta sì ma ancora giovane, indicativamente tra i 35 ed i 44 anni.

Sembrerebbe dunque che la stabilizzazione dei primi sintomi avvenga verso i 38 anni, con l’inizio della decisa retrazione gengivale.

Questi dati, considerando l’ereditarietà della piorrea, fanno riflettere, e devono portare ad una riconsiderazione dell’inizio delle terapie per i pazienti.

Con un Paese in cui l’età media è molto alta (in Italia, circa il 70% dei residenti è over 45), in cui l’aspettativa di vita è tra le più alte del mondo, la parodontite è una vera e propria epidemia, che comincia statisticamente proprio quando si è ancora giovani.

L’inizio delle terapie per arrestare l’avanzata della malattia, considerando questi dati, è dunque ancora più determinante per salvaguardare la salute pubblica e preservare i denti naturali dei pazienti.

Una prevenzione che deve dunque partire già prima dei 40 anni, e in cui il test genetico per determinare la predisposizione o meno alla parodontite gioca un ruolo di fondamentale importanza.

Quindi, anche sotto i 40 anni, ci si può ammalare di parodontite?

Purtroppo è così, anzi: la statistica del Ministero della Salute parla fin troppo chiaramente, e prospetta una particolare virulenza della patologia nella fascia d’età giovane, tra i 35 ed i 44 anni.

In questa fascia, sembrerebbe che lo stadio manifesto della malattia parodontale, quindi con iniziale e ben visibile retrazione gengivale, si assesti mediamente sui 38 anni d’età.

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Questi numeri fanno riflettere sull’importanza della giusta diagnosi precoce della piorrea, e sull’importanza dell’inizio tempestivo delle terapie atte a bloccarne l’avanzata.

L’opinione che ‘di piorrea ci si ammala solo da vecchi’ è quindi obsoleta, e non è più ritenuta valida dalla Medicina, soprattutto dopo la constatazione che la parodontite è prevalentemente di origine genetica.

Quindi, sì: anche pazienti giovani under 40 possono ammalarsi di piorrea, e anzi, proprio nella loro fascia d’età comincia il lungo e lento percorso, irreversibile, che porta poi, dopo molti anni (e in assenza di adeguate cure) all’inevitabile perdita dei denti naturali.

Quali sono le cause scatenanti della parodontite?

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La parodontite, seppur malattia a componente ereditaria, necessita comunque di un ambiente orale favorevole ai batteri parodontopatogeni.

In presenza di predisposizione genetica ma di un ambiente orale tenuto sempre sotto controllo (sia con l’igiene professionale che casalinga), è difficile che la piorrea possa iniziare a distruggere il tessuto parodontale.

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Questo ‘terreno fertile’, che poi è essenzialmente l’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, viene agevolato da una serie di fattori definiti scatenanti, cioè necessari per iniziare quella lenta e progressiva retrazione gengivale tipica della parodontite.

Tali fattori scatenanti sono:

  • La scarsa od assente igiene orale;
  • L’alta presenza di placca batterica e placche di tartaro sulle gengive e tartaro sottogengivale;
  • L’assenza di controlli regolari dal dentista e di terapie di igiene professionale;
  • Il diabete mellito;
  • Un deciso abbassamento delle difese immunitarie, ad esempio dopo un grande intervento chirurgico o una grave infezione;
  • Un livello di stress cronico particolarmente elevato;
  • Una cura radio o chemioterapica;
  • Una lunga cura antibiotica che ha particolarmente indebolito il sistema immunitario

Tutti questi fattori scatenanti, com’è ovvio supporre, sono essenziali per l’iper-colonizzazione dei batteri parodontopatogeni, specie in presenza di predisposizione genetica.

Come si diagnostica la parodontite?

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La diagnosi della parodontite è clinica, e viene eseguita durante la visita specialistica odontoiatrica.

Il Medico Odontoiatria, o anche l’igienista dentale, controlla lo stato di salute delle gengive e la loro eventuale recessione visibile, nonché misura, tramite apposita sonda millimetrata, la profondità delle tasche parodontali.

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La visita è poi completata con il test genetico per accertare o meno l’eventuale predisposizione alla malattia parodontale, nonché un biotest microbiologico capace di indicare, in percentuale, la quantità di batteri parodontopatogeni.

Queste indicazioni sono indispensabili al dentista per pianificare il giusto percorso terapeutico, che deve sempre essere costruito sul singolo paziente, seppur utilizzando protocolli moderni condivisi.

A completamento della visita, al paziente possono essere fatte anche alcune radiografie a raggi X, o ancor meglio un’ortopantomografia completa, utile al dentista per capire se vi è già consunzione dell’osso alveolare in atto, e la sua eventuale estensione.

Quali sono i sintomi della parodontite?

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La parodontite è una patologia evolutiva, abbastanza subdola poiché comincia spesso con sintomi che sono ignorati o minimizzati dal paziente.

Essenzialmente, la parodontite ha tre fasi cliniche, e i sintomi variano in base alla fase in atto.

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Le tre fasi sono:

  • Iniziale arrossamento e rigonfiamento delle gengive, che iniziano anche a dolere alla pressione e a sanguinare.
    Questa fase è chiamata gengivite, ed è la sola fase reversibile della parodontite.
    Se le cure odontoiatriche cominciano per tempo, vi è la completa remissione dei sintomi, poiché non vi è stato ancora danneggiamento irreversibile del parodonto;
  • Inizio della retrazione gengivale, che comincia quando il paziente ignora i sintomi iniziali della gengivite, e che è cronica ed irreversibile.
    Lentamente, sotto l’attacco batterico, le gengive si ritirano, scoprendo sempre più la radice di denti e creando delle tasche parodontali, che vengono presto colonizzate da altri batteri.
    Compare spesso alitosi cronica, nonché iper-sensibilità dentale, data dalla mancata protezione delle radici scoperte.
    Questa fase, anche se comporta un danneggiamento irreversibile delle gengive, può ancora essere fermata dall’opportuna cura odontoiatrica;
  • Piorrea di grado avanzato, in cui le tasche parodontali sono divenute così profonde da essere arrivate sino all’osso alveolare, compromettendo dunque il cemento radicolare e causando instabilità del dente, che inizia dapprima a muoversi per poi, inevitabilmente, a cadere spontaneamente

La parodontite impiega solitamente molti anni per completare tutte e tre queste fasi: la retrazione gengivale è lenta, ma inesorabile, e proprio per questa sua accentuata lentezza spesso viene ignorata dal paziente, che si accorge dei sintomi gravi della mobilità dentale solo quando l’attacco batterico è arrivato sino all’osso alveolare.

Ecco perché i controlli regolari dal dentista sono di fondamentale importanza, specie per i pazienti adulti ma ancora giovani: la parodontite può essere fermata per tempo, impedendo ai batteri di danneggiare profondamente i tessuti, ma solo se le terapie cominciano il prima possibile.

Molti dei casi gravi di pazienti over 50, in cui si assiste alla perdita spontanea dei denti o alla loro grave mobilità, in realtà sono iniziati quando essi erano ancora under 40.

Questo lassismo nei controlli e nelle cure quando si è giovani porta, spesso e volentieri, ad avere poi enormi problemi superati i 50 anni.

Quali sono le terapie attualmente disponibili per la parodontite?

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Allo stato attuale della Medicina, la parodontite è una patologia considerata cronica e incurabile, almeno nel senso medico del termine.

In Medicina, difatti, per ‘cura’ s’intende la remissione completa di tutti i sintomi di una data patologia.

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Cosa che non è ancora possibile fare con la parodontite: una volta che il tessuto del parodonto è danneggiato, non riesce a riformarsi mai totalmente come prima.

Accertato che la causa eziologica della parodontite è l’alto numero dei batteri parodontopatogeni, talmente elevato da sopraffare le difese immunitarie ed iniziare la difesa gengivale (con la retrazione), la terapia è conseguente, e si basa sull’abbassamento di tale carica batterica nociva.

Questo obiettivo viene raggiunto con un piano terapeutico che prevede una serie di tecniche e trattamenti, sia chirurgici che non, definiti e pianificati dal dentista a seconda dello stato clinico del paziente.

Tali trattamenti sono:

  • L’ablazione del tartaro (detartrasi), mediante ablatore ultrasonico e specillo manuale;
  • L'igiene radicolare, utile per pulire in profondità sotto il bordo gengivale;
  • La terapia GBT (Guided Biofilm Therapy), con la somministrazione per mezzo di aria pressurizzata (air-flow) di polveri molto delicate ad alto potenziale;
  • La cura laser, eseguita con speciali laser odontoiatrici in grado di distruggere in profondità le colonie batteriche delle tasche parodontali;
  • Nei casi gravi, la Chirurgia ‘a cielo aperto’, con inciso gengivale e scollamento dei lembi, utile per arrivare fino alla radice del dente e pulirla in profondità;
  • Sempre per i casi gravi, la ricostruzione gengivale

Tutti questi trattamenti sono, di solito, selezionati ed erogati in un protocollo specifico, costruito in base allo stato clinico del paziente.

L’obiettivo è quello di abbassare notevolmente la carica dei batteri parodontopatogeni, ed aiutare quindi le gengive ed il sistema immunitario a contrastarli con più facilità, arrestando la retrazione dei tessuti gengivali.

Quindi, se sei un paziente giovane sotto i 40 anni…

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Non dimenticare mai l’importanza della corretta igiene orale e dei controlli e delle sedute di igene orale professionale nello studio odontoiatrico.

Ricorda che l’età media in cui la parodontite comincia a far danni, iniziando il lungo percorso di distruzione dei tessuti del parodonto, è proprio verso i 38 anni.

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Questo vuol dire che, specie se sei predisposto geneticamente, se le tue gengive iniziano a ritirarsi prima dei tuoi 40 anni, molto probabilmente, senza le giuste terapie, a 50 anni potresti sviluppare uno stadio grave di piorrea, già con la perdita di alcuni elementi dentali.

Questa possibilità deve essere evitata a tutti i costi, e l’unica soluzione per farlo è quella di affidarti ricontrolli periodici dal dentista, con le opportune terapie d’igiene orale professionale.

Ricorda che, anche se sei predisposto geneticamente alla piorrea, non è detto che tu debba per forza perdere i denti: la parodontite ha bisogno di un ambiente favorevole per svilupparsi, e se tu non fornisci ai batteri parodontopatogeni questo ambiente, essi non possono iniziare a distruggere le tue gengive.

Ma la sola igiene quotidiana casalinga non basta per rendere la vita difficile ai batteri nocivi: devi per forza affidarti alle cure in studio dal dentista.

E devi farlo periodicamente, con controlli regolari.

Dal 1955, l’eccellenza milanese per la parodontite

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Lo Studio Dentistico Bittante è, sin dal 1955, l’eccellenza milanese per la parodontite, proprio dietro al Duomo.

Nello studio, attivo da tre generazioni, è presente un’intera equipe specialistica di Parodontologi, composta da dentisti, igienisti dentali e personale d’assistenza alla poltrona, tutti con profonda esperienza nella malattia parodontale.

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Nello studio potrai trovare le già moderne terapie per la parodontite come il laser odontoiatrico, la terapia GBT, i test genetici e il biotest microbiologico.

L’obiettivo dello studio è quello di salvare tutti i tuoi denti naturali, impedendone la caduta e stabilizzando la parodontite, evitando successive recidive.

Un obiettivo che ci onoriamo di traguardare nella maggior parte dei casi, risolvendo problemi considerati già senza soluzione da altri studi odontoiatrici.

PBG - la Parodontologia biologicamente guidata

Test genetico per la parodontite

Grazie a decenni di studi e ricerca medica, lo Studio Dentistico Bittante ha sviluppato un protocolo di cura unico in Italia, chiamato PBG, cioè Parodontologia Biologicamente Guidata.

Questo protocollo innovativo, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti nel corso degli ultimi vent'anni, si basa sul trattamento della parodontite mediante l'ausilio di test genetici e microbiologici, effettuati direttamente in studio e che accompagnano ogni piano di cura dei singoli pazienti.

Trattamento avanzato per la parodontite a Milano

Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale, mentre il test della placca batterica del cavo orale è indispensabile per stabilire la quantità della carica dei batteri parodontopatogeni e batteri saprofiti.

Il test dei batteri parodontopatogeni, o meglio della loro carica, viene eseguito periodicamente durante tutta la terapia, ed è un valore di assoluta importanza in corso di trattamento.

Difatti, proprio questo test guida gli sforzi dei dentisti e degli igienisti dentali, e gli permette di controllare l'effettiva efficacia del trattamento.

Trattamento che viene eseguito mediante precisi protocolli d'igiene orale, avvalendosi di apparecchiature d'avanguardia come il laser odontoiatrico ad alta potenza, il microscopio operatorio e l'erogazione di polveri sottogengivali sottili e molto delicate per mezzo di aria compressa.

I dati dei pazienti trattati parlano chiaro: oltre il 95% di successi conseguiti, interrompendo l'avanzamento della parodontite e salvando i denti naturali dalla caduta.

Con il protocollo PBG potrai dunque:

  • Conoscere se sei predisposto alla parodontite;
  • Conoscere esattamente la tua percentuale di rischio ed esposizione alla piorrea;
  • Conoscere se la tua bocca è un terreno fertile per i batteri nocivi;
  • Arrestare l'avanzata della malattia parodontale;
  • Salvaguardare i tessuti delle tue gengive e del tuo osso alveolare;
  • Impedire la caduta dei tuoi denti naturali

lo Studio Dentistico Bittante si trova a Milano, in Corso Europa 10.

la sede è storica, ed è utilizzata da oltre sessant'anni.

lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.

lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:

  • MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
  • MM3 (Linea Gialla) Fermata Duomo;
  • MM4 (Linea Blu) Fermata San Babila

se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).

se devi parcheggiare la tua auto, davanti allo studio è a disposizione un autosilo, con parcheggi orari.

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.

se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.

se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.

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Quindi ricorda che...
  • la prodontite è una patologia a predisposizione genetica del parodonto, causata da un particolare ceppo di batteri chiamati parodontopatogeni;
  • i batteri che provocano la parodontite, nei soggetti predisposti e in assenza di idonea igiene orale, infiammano i tessuti gengivali e portano ad una cronica flogosi degli stessi, con danneggiamento irreversibile;
  • le gengive attaccate dai batteri si ritirano sempre di più per proteggersi, scoprendo le radici dei denti e creando così delle tasche parodontali;
  • nelle tasche parodontali si possono facilmente annidare altri batteri parodontopatogeni, che rendono cronica l'infiammazione e non permettono alle gengive di guarire;
  • se la parodontite è trascurata, le tasche parodontali scavano sempre più in profondità verso la radice dei denti, arrivando sino all'osso alveolare;
  • nell'osso alveolare, i batteri distruggono il tessuto di ancoraggio del dente, cioè il cemento radicolare, portando alla mobilità degli elementi dentali;
  • i denti cominciano dunque a muoversi e dondolare, per poi cadere spontaneamente;
  • in italia, una stima ministeriale ritiene che oltre il 60% della popolazione è affetto da parodontite;
  • oltre alla predisposizione genetica, cattive abitudini come il fumo, il consumo smodato di alcool, l'uso di stupefacenti e la non idonea igiene orale possono essere fattori scatentanti l'inizio della malattia parodontale;
  • alcune patologie come il diabete mellito o alcune cure radioterapiche o chemioterapiche possono indebolire il sistema immunitario, favorendo l'insorgenza della parodontite;
  • con i suoi altissimi numeri di contagio, la parodontite è senz'altro una vera e propria epidemia, che ogni anno è causa di gravi edentulie (perdita dei denti naturali) nella popolazione;
  • i sintomi manifesti della parodontite sono statisticamente rilevabili in maggioranza nella popolazione over 50, ma spesso l'inizio della patologia ha origine anni prima, nella fascia d'età 33-44 anni;
  • il ministero della salute ha stimato che i soggetti d'età a maggiore rischio d'inizio dei fenomeni irreversibili della parodontite sono quelli di circa 38 anni;
  • in molti casi, la diagnosi della parodontite nei pazienti under 40 è sottostimata o trascurata, e questo porta a sviluppare poi, nel tempo, forme gravi di piorrea;
  • la maggior parte dei pazienti affetti da parodontite di grave stadio d'avanzamento non ha mai eseguito controlli regolari dal dentista, e si rivolge alle cure odontoiatriche solo quando i sintomi della mobilità dentale sono ormai gravissimi;
  • non è dunque corretto affermare, secondo la statistica recente, che la parodontite è solo una patologia legata a pazienti over 50: il suo inizio avviene anzi nella fase giovane della vita;
  • la parodontite è al momento non pienamente curabile, ma sono disponibili avanzati trattamenti per bloccarne l'avanzata e preservare i denti naturali;
  • i trattamenti moderni della parodontite sono guidati geneticamente e microbiologicamente, con nuovi test genetici e microbici;
  • se trattata per tempo, la parodontite può essere bloccata, ed i denti naturali salvati
Dentista in centro a Milano Dott. Gianluigi Bittante

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Gianluigi Bittante il giorno:

lunedì 19 febbraio, 2024

Il Dott. Gianluigi Bittante è un Medico Chirurgo specializzato in Odontostomatologia e Protesi Dentaria.

Ha rilevato lo storico Studio Dentistico Bittante da suo padre, il Dott. Luigi Bittante, che lo aprì nel 1955.

Si è particolar modo dedicato allo studio e al trattamento della parodontite, conosciuta anche come piorrea, di cui è uno dei massimi esperti in Italia.

Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, uno dei centri di rilievo nazionale per il trattamento della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi a cui, spesso, è stata proposta l'estrazione di tutti gli elementi dentali danneggiati dalla piorrea.

Nell'esercizio trentennale della professione di Medico, il Dottore ha sviluppato un protocollo di trattamento della parodontite unico in tutto il Paese, chiamato PBG - Parodontologia Biologicamente Guidata.

L'obiettivo del Dottore, spesso realizzato, è proprio quello di salvare i denti dei suoi pazienti con parodontite, evitandone l'estrazione.

Oltre a questo scopo principale, quotidianamente il Dott. Gianluigi Bittante si occupa dell'Odontoiatria d'urgenza, dell'Odontoiatria Estetica, dell'Implantologia e della cura della parodontite.

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