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La pulpite e il dolore del mal di denti

Dentista d'eccellenza in centro a Milano

la pulpite e il dolore del mal di denti

Quando la polpa dentale s'infiamma e duole
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Dentista in centro a Milano

il ‘mal di denti’ è un male antico e ben temuto dall’uomo.

Il dolore dentale, causato da un problema ai tessuti interni dei denti, è un ‘male storico’, ben raffigurato e documentato nel corso di tutta la storia umana, di qualsiasi civiltà e in qualsiasi contesto sociale.

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l’intenso dolore dentale, solitamente frutto dell’attività di una carie, è spesso descritto come insopportabile, uno dei più grandi e acuti mali che un essere umano possa provare, paragonabile solo ad una colica renale.

le cause di tale dolore acuto possono essere molteplici, ma l'origine è sempre e solo una: l'infiammazione acuta della pulpa dentale, ossia il tessuto centrale di ogni dente, che lo rende 'vivo' e, per l'appunto, sensibile anche al dolore.

Leggi dunque questa pagina per scoprire cos’è la pulpite, il nome scientifico del ‘mal di denti’, da cosa è causata e come si manifesta, nonché come si può risolvere.

Cos’è la pulpite, e perché origina il ‘mal di denti’?

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il mal di denti altro non è che il nome comune della pulpite, cioè l'infiammazione acuta della polpa dentale

la pulpite è l’infiammazione acuta della polpa dentale, ovverosia la camera interna presente in ogni dente dove sono contenute le terminazioni nervose e i piccolissimi vasi (sia arteriosi che venosi), che rendono per così dire ‘vitale’ l’elemento dentale.

il compito principale della camera pulpare è dunque proprio quello di rendere vitale il dente, assicurando diverse funzioni essenziali, quali:

  • La dentinogenesi, ossia la produzione delle cellule della dentina (la sostanza che ricopre la camera pulpare e che si trova proprio sotto lo smalto);
  • Ossigenazione, vascolarizzazione e mineralizzazione di tutto il dente, grazie ai sottilissimi canali chiamati tubuli dentinali, che partono proprio della polpa dentale e permeano tutta la dentina;
  • La sensibilità dentale al freddo, al caldo e al dolore

la camera pulpare è contenuta all’interno della corona dentale (la parte visibile del dente, che serve per la fonetica e la masticazione), e si allunga, senza soluzione di continuità, dentro le radici dello stesso, percorrendole tutte e congiungendosi al circolo ematico e nervoso all’apice radicolare, dove il dente è ancorato saldamente all’osso per mezzo del cemento radicolare.

la camera pulpare ha una caratteristica curiosa: si forma assieme al dente durante la gemmazione, è molto grande e posizionata quasi al centro della corona nei denti dei bambini e dei ragazzi, mentre si restringe e si sposta verso la base radicolare negli adulti.

Essenzialmente, la camera pulpare dei soggetti adulti è quindi una forma atrofizzata di quella originaria.

la pulpite è quindi uno stato infiammatorio della polpa dentale, causato nella maggior parte dei casi da un attacco batterico trascurato (una carie dentale) o, in qualche caso, anche da traumi e incidenti prettamente meccanici del dente (contusioni, rotture, scheggiamenti, ecc.).

Perché la polpa dentale si infiamma?

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se non curata, la carie dentale lentamente arriva alla polpa, mandandola in necrosi

la polpa dentale è, in situazioni di normalità, ben protetta dalla dentina e dallo smalto dentale che ricopre tutta la corona.

Grazie alla durezza dello smalto, la sua totale impermeabilità e, se non danneggiato da acidi, la sua ottima protezione contro la flora batterica, la camera pulpare è isolata dal contatto con qualsiasi elemento esterno.

questo isolamento, comunque, permette alla camera pulpare di essere a conoscenza di ciò che sta accadendo al dente, grazie alla sensibilità dentale garantita dai nervi connessi ai tubuli dentinali, che arrivano fino alla giunzione smalto-dentina.

Tuttavia, proprio questo sistema di connessione basato sui sottilissimi tubuli dentinali rappresenta un canale che, se percorso dai batteri, può portare senza sforzo direttamente in polpa dentale.

quando l’acido prodotto dalla fermentazione batterica intacca lo smalto e inizia il processo cariogeno, la dentina è in breve tempo attaccata e colonizzata dai batteri, che dentro di essa si nutrono e prolificano, portando alla lenta putrescenza dei tessuti interni.

Percorrendo la rete degli odontoblasti, i batteri scavano sempre più nella dentina, arrivando sino alla camera pulpare.

anche se i batteri non raggiungono direttamente la camera pulpare, essa può comunque infiammarsi per via della contaminazione con le tossine prodotte dagli stessi, anch’esse in grado di raggiungere la polpa attraverso i tubuli dentinali.

quando l’infezione batterica si avvicina di molto alla camera pulpare, essa dapprima inizia con i primi sintomi tipici della carie evidente (sensibilità aumentata al freddo e, soprattutto, al caldo, dolore quando si masticano cibi dolci o acidi) e poi con la vera e propria pulpite, cioè l’infiammazione acuta della polpa.

la pulpite può essere reversibile o irreversibile, a seconda del grado di penetrazione della carie: è reversibile quando questa ancora non si è infiammata in modo cronico, è irreversibile invece quando l’infiammazione ha portato un ingrossamento irriducibile dei nervi e dei legami vascolari che formano la polpa.

Ciò solitamente accade quando la carie è trascurata per molto tempo, non si effettuano controlli regolari dal dentista e si ignorano i primi sintomi di una polpa che avvisa di essere ‘in sofferenza’.

la pulpite irreversibile è la causa del ‘mal di denti’, ossia di un dolore atroce (definito spesso come lancinante) frutto proprio dell’ingrossamento infiammatorio cronico della polpa dentale.

Perché la pulpite è così dolorosa?

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la camera pulpare, come detto in precedenza, non ha sbocchi diretti verso l’esterno.

Quando è infiammata dall’attacco batterico, i nervi e i piccoli vasi contenuti al suo interno reagiscono violentemente, causando un aumento di volume dei suoi tessuti, con la produzione anche di leucociti (anticorpi).

Il problema è che la struttura rigida del dente non può assecondare questo rigonfiamento, e la camera pulpare quindi viene ‘compressa’ in uno spazio confinato.

ciò causa il tipico dolore pulsante del mal di denti, che peggiora a contatto con cibo o liquidi caldi (per via della naturale vasodilatazione) o quando si riposa in posizione orizzontale.

Il dolore della pulpite acuta è straziante: cambia da soggetto a soggetto e dipende dal dente compromesso, ma solitamente è definito come un acuto e lacerante ‘strappo’ che s’irradia dal dente malato sino ad ampie zone del volto, come la fronte, il mento, l’orecchio, la mascella e, a volte, persino alla regione temporale.

il dolore della pulpite è caotico, intermittente e non prevedibile: può colpire in qualsiasi momento e, sebbene peggiori sicuramente col caldo o con la posizione orizzontale, può straziare il paziente senza uno stimolo preciso.

Il dolore è talmente acuto che, alla lunga, il paziente perde l’esatta e precisa locazione d’origine, e il male s’espande anche ad altri denti, rendendo difficoltosa l’identificazione del dente effettivamente compromesso.

la pulpite cronica solitamente non ha vita lunga: anche il paziente più renitente, spossato dall’atroce dolore, giocoforza è costretto a recarsi d’urgenza dall’Odontoiatra, e quindi a trattare finalmente l’infezione.

Nei casi in cui, comunque, il soggetto si dimostri particolarmente stoico ed irriducibile nel farsi curare, il dolore della pulpite è destinato col tempo ad alleviarsi, per concludersi spontaneamente.

Ma è solo un apparente periodo di quiete: la cessazione del dolore implica infatti la morte (necrosi) dei tessuti della polpa, distrutti dall’attacco batterico.

con la morte della polpa, i batteri hanno quindi il via libera per invadere tutto il canale radicolare, infettandolo ed arrivando sino all’apice della radice, dove possono dar luogo ad infezioni croniche come granulomi, cisti, ascessi e, in casi ormai rari, persino setticemie.

Come si cura il mal di denti causato dalla pulpite?

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la cura per la pulpite dipende dalla reversibilità dell’infiammazione, ma in entrambi i casi non può prescindere da un intervento diretto ed incisivo da parte dell’Odontoiatra.

L’infiammazione della camera pulpare non regredisce naturalmente, e non risente dell’azione degli antibiotici.

anche l’uso di antinfiammatori ha effetto solo temporaneo, e pressoché quasi totalmente analgesico: finito tale effetto, il dolore riprende, poiché la camera pulpare irreversibilmente ingrossata non rientra nelle dimensioni originali.

un intervento fattivo del dentista è quindi indispensabile per risolvere definitivamente il mal di denti causato dalla pulpite.

Ora dunque andremo a vedere gli interventi risolutivi, sia in caso di pulpite reversibile che irreversibile.

Curare la pulpite reversibile: l’otturazione dentale

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l'otturazione dentale è la cura più semplice per la carie, che preserva e conserva il dente naturale

se la carie è negli stadi iniziali, cioè ha perforato già lo smalto ma né i batteri e né le tossine da essi prodotte non hanno raggiunto ancora la camera pulpare, l’intervento curativo prevede l’asportazione di tutto il materiale infetto, la bonifica dei tessuti ancora sani e la sigillatura della dentina con la ricostruzione della corona ormai putrefatta.

tale intervento si chiama otturazione dentale, ed è eseguito dall’Odontoiatra a livello meccanico, asportando fisicamente i tessuti infetti con gli strumenti classici (trapano elettrico, curette, scalers, ecc.) e, volendo, aiutandosi anche con il laser odontoiatrico.

dopo aver rimosso il tessuto infetto e aver adeguatamente pulito tutta la dentina adiacente ad esso, il dentista provvede alla ricostruzione del dente mediante il materiale ritenuto più opportuno.

Solitamente, attualmente una sostanza composita in resina è utilizzata per tale scopo, ma possono essere utilizzate anche composti in amalgama metallica (ad esempio, l’oro), intarsi in porcellana o, se la struttura del dente è già molto compromessa, anche intere corone in materiale sintetico (ceramica, zirconio, disilicato di litio, ecc.).

quale che sia la soluzione utilizzata, la cura del dente così attuata ha il pregio di mantenere ancora vitale l’elemento: la camera pulpare, non più stimolata dall’attacco batterico, torna alla regolare funzionalità, non provocando più dolore al paziente.

questo trattamento riesce solo se la carie, va ribadito, non ha ancora fisicamente causato un ingrossamento irreversibile della polpa.

In caso contrario, sarà necessario procedere con un trattamento più invasivo, che andremo ora a vedere.

Curare la pulpite irreversibile: la pulpectomia

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quando la carie o le tossine batteriche conseguenze di essa sono arrivate direttamente in polpa, causandone un’infiammazione cronica e un aumento irreversibile delle dimensioni, oppure è addirittura morta per necrosi, l’unico intervento possibile per salvare il dente ed evitarne l’altrimenti necessaria estrazione è la pulpectomia, ossia l’asportazione della polpa dentale.

con tale tecnica, eseguita solitamente in urgenza e in grado di far cessare immediatamente il dolore del mal di denti, il dentista rimuove tutto il materiale della polpa (vasi e terminazioni nervose, con l’eventuale tutto materiale infetto), asportandola tout-court tramite gli appositi strumenti meccanici.

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l’intervento, eseguito in anestesia locale e quindi indolore, risulta subito benefico per il paziente che, senza più la terminazione nervosa infiammata, è quindi liberato dall’atroce dolore della pulpite.

la pulpectomia però non può concludere il trattamento: la camera pulpare, anche se rimossa, è comunque un accesso privilegiato all’attacco di altri batteri, che possono così invadere tutto il canale radicolare.

La soluzione a questo problema è data dal trattamento immediatamente consequenziale alla pulpectomia, cioè la cura canalare.

specialistica regina dell’Endodonzia (la parte di Odontoiatria che studia e tratta i tessuti interni dei denti), la cura canalare, chiamata anche devitalizzazione, permette al dente ormai non più vitale di continuare a rimanere in sede, evitandone l’estrazione.

Finita la cura canalare, il dente può poi essere ricostruito ed otturato, oppure incapsulato con una corona sintetica.

La pulpite può regredire con cura antibiotica?

come detto in precedenza, no.

Una volta che la polpa è irrimediabilmente infiammata e compromessa, non c’è cura farmacologica che possa riportarla allo stato originario.

In aggiunta, l’infezione batterica causata dai tessuti putrefatti della carie non può essere risolta con l’uso di antibiotici, ma va asportata fisicamente.

La pulpectomia è dolorosa?

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la rimozione della polpa dentale non è assolutamente dolorosa, in quanto eseguita in anestesia locale

assolutamente no.

Viene eseguita in anestesia locale, per cui è totalmente indolore.

L’intervento di asportazione dei nervi e dei vasi pulpari è poi eseguito in pochi minuti dall’Odontoiatra.

Dopo l’intervento e la fine dell’anestesia, una volta asportato il nervo infiammato, cessa anche il dolore lancinante della pulpite.

al massimo può rimanere un certo indolenzimento del dente e dell’osso alveolare, ma ciò è considerato normale, e tende a sparire nel corso delle sedute di cura canalare, per poi regredire totalmente.

Ci sono alternative alla pulpectomia, per non devitalizzare il dente?

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sì, solo una, ma non è piacevole: l’estrazione dentale.

Che poi è stata, per secoli, l’unica arma a disposizione dell’uomo per trattare la pulpite irreversibile causata dalla carie.

una soluzione che, attualmente, è riservata esclusivamente come extrema ratio, solo nei casi in cui la carie ha ormai irrimediabilmente compromesso tutta la struttura portante del dente, con danneggiamenti irreparabili alle radici o una gravissima infezione dell’osso alveolare.

La pulpite può causare un ascesso dentale?

l’ascesso dentale è spesso una conseguenza di una pulpite non trattata per tempo: la polpa in necrosi permette ai batteri di risalire il canale radicolare, arrivando fino all’apice e dando luogo alla formazione di granulomi, cisti o ascessi.

Quando il dente fa male, col tipico dolore pulsante della pulpite, solitamente si è comunque ancora in tempo per eseguire una pulpectomia e la cura canalare, evitando la formazione di un ascesso.

Quanto costa una pulpectomia?

la pulpectomia è solitamente inclusa nel piano terapeutico, e anche relativo prospetto economico, di una cura canalare, alla quale va comunque sempre associata.

i costi possono variare a seconda della città e dello studio dentistico, ma generalmente bisogna sempre tenere in considerazione il grande vantaggio economico, nonché funzionale, che comporta il conservare il proprio dente naturale in bocca.

Un vantaggio sostanziale e primario, considerando che l’alternativa (l’estrazione dentale con il successivo impianto) oltre ad essere molto più lunghe complessa è anche molto più costosa.

La pulpite può essere prevenuta?

sì, e la sua prevenzione viaggia parallela a quella della carie.

Datosi che proprio la carie dentale è la prima causa dell’infiammazione della polpa, la prevenzione è conseguente, e si basa sulla scrupolosa igiene orale quotidiana domestica (specie dopo i pasti principali) e sui controlli periodici dal dentista, con le relative pulizie professionali.

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lo Studio Dentistico Bittante non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, gestito da tre generazioni di professionisti dell'Odontoiatria e dell'igiene orale, e questo è un motivo di vanto per tutti i collaboratori e gli altri professionisti presenti giornalmente nelle sale di trattamento.

lo Studio Dentistico Bittante è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con le Linee Metropolitane:

  • MM1 (Linea Rossa) Fermata San Babila o Duomo;
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se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).

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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Duomo.

se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Abbiategrasso-Assago, scendere a Cadorna, cambiare con la linea MM1 (Linea Rossa), direzione Sesto 1° Maggio e scendere alla fermata Duomo.

se vieni dall'aeroporto di Linate, lo studio è comodamente raggiungibile in poco più di 10 minuti con la linea metropolitana MM4 (Linea Blu), scendendo alla fermata San Babila.

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Quindi ricorda che...
  • Il mal di denti è un’algia (dolore) insopportabile, spesso a natura intermittente, dato sovente dall’infiammazione cronica della polpa dentale (pulpite);
  • La pulpite può essere reversibile o irreversibile;
  • La pulpite è quasi sempre causata da un attacco di origine batterica, in cui i tessuti interni del dente sono lentamente putrefatti dalla carie;
  • Possono esserci anche pulpiti asintomatiche (spesso causate da traumi), che portano alla lenta necrosi della polpa dentale;
  • La pulpite reversibile è causata da una carie non troppo profonda, i cui batteri non sono ancora arrivati a contaminare la polpa dentale;
  • Una volta irreversibilmente infiammata ed ingrossata, la polpa dentale non può più ritornare alla dimensione originale, neppure sotto cura antinfiammatoria o antibiotica;
  • La pulpite irreversibile causa un dolore lancinante, insopportabile, spesso pulsante e che s’irradia in ampie zone del viso;
  • Il dolore della pulpite acuta è uno dei più grandi dolori che un essere umano possa sopportare, e necessita sovente di cure urgenti ed immediate;
  • La pulpectomia è l’intervento d’urgenza in grado di eliminare subito il dolore acuto della pulpite;
  • La pulpectomia deve essere seguita da opportuna cura canalare;
  • L’otturazione dentale e la bonifica dei tessuti putrefatti dalla carie è l’intervento meccanico in grado di risolvere la pulpite reversibile;
  • La prevenzione della pulpite viaggia di pari passo con la prevenzione della carie
Dentista in centro a Milano Dott. Gianluigi Bittante

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Gianluigi Bittante il giorno:

lunedì 19 febbraio, 2024

Il Dott. Gianluigi Bittante è un Medico Chirurgo specializzato in Odontostomatologia e Protesi Dentaria.

Ha rilevato lo storico Studio Dentistico Bittante da suo padre, il Dott. Luigi Bittante, che lo aprì nel 1955.

Si è particolar modo dedicato allo studio e al trattamento della parodontite, conosciuta anche come piorrea, di cui è uno dei massimi esperti in Italia.

Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, uno dei centri di rilievo nazionale per il trattamento della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi a cui, spesso, è stata proposta l'estrazione di tutti gli elementi dentali danneggiati dalla piorrea.

Nell'esercizio trentennale della professione di Medico, il Dottore ha sviluppato un protocollo di trattamento della parodontite unico in tutto il Paese, chiamato PBG - Parodontologia Biologicamente Guidata.

L'obiettivo del Dottore, spesso realizzato, è proprio quello di salvare i denti dei suoi pazienti con parodontite, evitandone l'estrazione.

Oltre a questo scopo principale, quotidianamente il Dott. Gianluigi Bittante si occupa dell'Odontoiatria d'urgenza, dell'Odontoiatria Estetica, dell'Implantologia e della cura della parodontite.

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