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Perché i denti si muovono?

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i denti che si muovono: la parodontite

senti cosa dicono di noi i nostri pazienti:
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Dal 1955, mia mamma è stata una delle prime pazienti del Dott. Luigi Bittante.
Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Luisa
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Sono quarant'anni che vengo qui: ho avuto anche interventi importanti, ma non ho mai avuto paura né nessuna tensione!"
Mercedes
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Sono più di sessant'anni che vengo qui allo Studio Bittante: prima col Dott. Luigi, ora con la Dott.ssa Ilaria.
Sempre con loro!"
Silvana
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Gianluigi Bittante - MioDottore.it
Dentista in centro a Milano

i tuoi denti si muovono, oppure ‘dondolano’ in maniera preoccupante?
Ti sei mai chiesto se ciò sia normale?
La risposta è no: non è normale che i denti permanenti si muovano.
E se succede, è sempre indice di qualcosa di molto grave che sta avvenendo nella tua bocca.

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Le malattie del parodonto, cioè la gengiva e l'osso mascellare o mandibolare, sono una delle prime cause di perdita di denti nella popolazione adulta.
Solo in Italia, ne è afflitto oltre il 60% della popolazione.
Una cifra considerevole, che dovrebbe farti subito capire che avere denti in bocca che 'si muovono' non è per nulla un sintomo da trascurare.
Leggi questa pagina per scoprirne di più e poi corri immediatamente dal tuo dentista: molto probabilmente hai in atto un processo cronico ed irreversibile che richiede pronte cure, e che prende il nome di piorrea.

Come fanno i denti ad essere ancorati all’osso mandibolare o mascellare?

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i denti dei mammiferi, ovverosia quegli organi estremamente duri che servono per strappare, incidere o triturare il cibo (e, negli esseri umani, anche per parlare) sono delle strutture abbastanza complesse, frutto di milioni di anni di evoluzione.

quello che vediamo esteticamente dei denti, ossia la corona dentale, è solo una piccola parte di tutta la struttura, ben più lunga e profonda.
Sotto la corona, i denti proseguono con dei lunghi canali grossomodo conici, chiamati radici.
Alcuni denti hanno solo una radice (gli incisivi, i canini e i premolari), altri ne hanno tre o più (i molari).

le radici s’infilano nell’osso mascellare o mandibolare, in una zona chiamata alveolo dentale.
L’alveolo è ricoperto da un particolare tessuto estremamente tenace, chiamato cemento, che si attacca sia all’osso che alla radice del dente, rendendolo quindi saldamente ancorato a tutta la struttura.

osso e radice dentale sono poi ricoperti da un tessuto morbido e protettivo, chiamato gengiva.
La gengiva è lo scudo di difesa di osso e radici dentali contro l’attacco dei batteri: ricopre tutte le arcate dentali e lascia esposta solo la corona, protetta efficacemente dallo smalto dentale.

senza la naturale protezione della gengiva, i nostri denti sarebbero subito attaccati dai batteri, che ridurrebbero in poltiglia l’osso alveolare in pochissimo tempo, causando la perdita degli elementi dentali.

È normale che i denti si muovino o dondolino?

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i denti degli adulti non devono muoversi e non devono dondolare, mai!

no, assolutamente no.
I denti permanenti, cioè quelli eruttati nella seconda dentizione, sono definitivi e ben ancorati all’osso per mezzo del cemento dentale.
Sono dotati di una certa elasticità (minima negli adulti), ma non devono muoversi o ‘dondolare’.
Devono essere ben saldi in bocca, in grado di azzannare, strappare e masticare (la loro funzione primaria).

solo i denti decidui, cioè quelli chiamati in gergo 'da latte', possono naturalmente muoversi e ‘dondolare’.
Quando lo fanno, è perché sotto di loro c’è pronto il dente permanente che sta per spuntare, e che richiede la necessaria espulsione di quello provvisorio.

Perché i denti iniziano a muoversi?

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detto molto semplicemente: perché la loro struttura di ancoraggio, quindi il cemento e l’osso alveolare, si è danneggiata.
Questo solitamente accade per un motivo ben specifico, che è un attacco batterico trascurato ed incontrollato.
Tale attacco prende il nome scientifico di malattia parodontale, conosciuta però anche come parodontite o piorrea.

la piorrea è una malattia lenta, cronica e degenerativa: impiega solitamente anni per arrivare ad erodere l’osso alveolare e la radice dei denti, ma è un processo inarrestabile, quando innescato.
Se non trattata per tempo, la patologia porta sempre e comunque alla perdita finale degli elementi dentali.

Perché inizia la malattia parodontale?

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Le nostre gengive proteggono i denti e l’osso molto efficacemente, ma hanno un limite massimo alla carica batterica che riescono a respingere prima di danneggiarsi.
Tale limite varia da persona a persona, ed è dipeso in larga misura dalla predisposizione genetica.

La predisposizione genetica però non è sufficiente ad iniziare la malattia parodontale: ad essa deve affiancarsi anche un deciso attacco batterico incontrollato, che è il vero fattore scatenante la patologia.
Tale attacco batterico è dato essenzialmente dall’aumento della placca batterica accumulata e calcificata sotto forma di tartaro, ossia il biofilm duro e tenace frutto della sedimentazione e della calcificazione dei batteri.

il tartaro è placca batterica calcificata, resa inscalfibile e non più rimovibile dallo spazzolino, che si deposita sullo smalto dentale, principalmente all’attaccatura di esso col colletto gengivale.
Tale sedimentazione irrita e infiamma la gengiva che, in un atto di protezione, comincia a contrarsi, ritirandosi verso l’apice radicolare dei denti.

questo causa l’inizio della malattia parodontale, ovverosia quel processo cronico e degenerativo di distruzione dei tessuti di supporto del dente.

Le tasche parodontali

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quando si contraggono, le gengive si ritirano dalla loro posizione originaria, lasciando degli autentici avvallamenti che prendono il nome di tasche parodontali.
Tali tasche si rivelano un ottimo posto per i batteri, che le colonizzano in breve tempo, aggiungendo quindi altro tartaro che irrita ulteriormente la gengiva.

si crea così un circolo vizioso in cui la gengiva si ritira per proteggersi dai batteri, ma così facendo crea tasche sempre più profonde, che si riempiono sempre più di tartaro, scavando sempre più la gengiva stessa.
Ecco perché la parodontite ha natura cronica e degenerativa.

Quando iniziano a ‘ballare’ i denti?

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La malattia parodontale, se non trattata con le adeguate cure, impiega anni per arrivare a minare le fondamenta dei denti, cioè il cemento e l’osso alveolare.
Solitamente, quando i denti cominciano a muoversi da soli, la piorrea è già in uno stato ben più che avanzato, e ha già distrutto gran parte del parodonto.

queste situazioni sono spesso estremamente gravi, e non sempre è possibile salvare gli elementi dentali ormai compromessi dalla distruzione del supporto parodontale.
Non è possibile stabilire con precisione quando, in ordine temporale, un dente comincia a ‘ballare’, dondolando poiché non ha più il supporto del suo cemento osseo.

in linea di massima, la statistica medica vuole che il 60% della popolazione over 50 in Italia sia già affetta da parodontite, quindi è presumibile supporre che occorrano, in media, molti anni prima che la tasca dentale diventi così profonda da causare un danno irreparabile alla radice del dente.

QUAL È la cura per salvare i denti dalla piorrea?

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La cura della piorrea è complessa, e richiede comunque trattamenti prolungati nel tempo, da effettuarsi periodicamente per tutta la vita.
Lo scopo principale è quello di ridurre la carica batterica in sovrannumero, essenzialmente eliminando le placche di tartaro accumulato nel corso degli anni nelle tasche parodontali.

ciò è effettuato per mezzo della pulizia professionale delle arcate dentali, effettuata dall’Odontoiatra Parodontologo o dall’Igienista Dentale, esclusivamente in studio odontoiatrico.
Tale pulizia è eseguita sia per mezzo dei comuni strumenti quali l’ablatore ultrasonico, la curette, gli scalers o lo specillo, sia coadiuvandosi con il laser odontoiatrico ad alta potenza, considerato lo strumento d’eccellenza proprio nella pulizia delle tasche gengivali.

difatti, il laser odontoiatrico può penetrare molti millimetri nella tasca (sino a 10mm circa), rilasciando energia che non solo uccide i batteri, ma cauterizza anche il tessuto gengivale, stimolandolo alla ricrescita.
Nei casi in cui la tasca sia ormai estremamente profonda, tale da impedire l’accesso agli strumenti tradizionali e anche al laser, si deve provvedere alla tecnica ‘a cielo aperto’, incidendo e sollevando la gengiva, per accedere meglio alla pulizia della radice del dente.

La cura per la piorrea è dolorosa?

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i protocolli medici attuali consentono di trattare pressoché ogni stadio della malattia parodontale

assolutamente no.
La pulizia sottogengivale è eseguita con strumenti non dolorosi, e solitamente non richiede anestesia.
Solo nei casi di pazienti particolarmente sensibili si può provvedere ad anestetizzare la parte con gel o spray anestetici locali, ma il ricorso all’anestesia in sé a base di lidocaina è rarissimo.

nel caso di curettage, cioè pulizia profonda sottogengivale con la curette, è solitamente praticata una leggera anestesia locale, che rende totalmente indolore il trattamento.
Anche nel caso di apertura gengivale il paziente non sente assolutamente nulla, in quanto idoneamente anestetizzato.

il recupero post-chirurgico è altresì rapido, se si eseguono con scrupolo tutte le raccomandazioni dell’Odontoiatra, anche nel caso di apertura gengivale.
La gengiva, finalmente pulita dal tartaro, guarisce solitamente in pochi giorni, senza lasciare cicatrici evidenti.

Si riescono davvero a salvare i denti che dondolano e si muovono?

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a volte sì, altre volte no.
Dipende dal danneggiamento dell’osso, dal livello di distruzione dei tessuti e, non meno importante, da come il paziente reagisce ai trattamenti.

solitamente, è richiesta una grande esperienza in Parodontologia per riuscire a salvare situazioni complicate e gravi, ma anche il più bravo degli specialisti deve comunque scontrarsi con la risposta fisica di ciascun paziente, che risulta quindi la vera variabile discriminante di ogni trattamento.

I denti caduti per colpa della piorrea possono essere rimessi tramite impianto dentale?

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gli impianti dentali possono essere messi solo su gengive sane, senza parodontite

no, se prima non si è provveduto a curare il parodonto infetto, e a bonificare l’osso dall’infezione batterica.
Non è infatti possibile installare un impianto su una situazione di osso infettato, per giunta magari contratto da un’infezione batterica durata anni.

prima è necessario provvedere alla cura e alla bonifica della zona alveolare, eseguendo anche (se la situazione lo richiede) una ricostruzione dell’osso, per poi provvedere all’inserimento di un impianto dentale.

ciò può richiedere molto tempo, e può rendere necessario anche il ricorso alla tecnica implantologica del carico progressivo, per riabilitare lentamente l’osso alla regolare masticazione.

Se sono predisposto geneticamente alla piorrea perderò di certo tutti i denti?

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no, non è detto.
Anzi, se sei predisposto ma tieni a cuore l’igiene dentale quotidiana, esegui i controlli periodici dal dentista e le altrettanto periodiche pulizie, molto probabilmente non ti ammalerai mai di parodontite.
Perché affinché essa si manifesti, c’è bisogno di una carica batterica molto alta nella tua bocca, con la conseguente presenza di tartaro.

se non permetti che avvenga ciò, grazie alla quotidiana ed impeccabile igiene orale e alle periodiche pulizie professionali in studio, il fattore scatenante della parodontite non può manifestarsi.
Questo è un presupposto fondamentale, che devi sempre ricordarti.

L’eccellenza per la cura della parodontite a Milano

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dal 1955 il tuo dentista in centro a milano specializzato nella parodontite

Lo Studio Dentistico Bittante è l’eccellenza per la cura della parodontite a Milano, sin dal 1955.
Anni di studio e di ricerca medica sulla malattia parodontale hanno permesso al Dott. Gianluigi Bittante di utilizzare i più innovativi ed efficaci protocolli di cura, che comprendono anche precisi test bio-genetici e microbici, utili per indirizzare al meglio la terapia personalizzata per ogni paziente.

nello studio è presente un’intera equipe di specialisti Igienisti Dentali ed Odontoiatri Parodontologi, con grande esperienza pregressa nel trattare la piorrea, anche grave.
Ogni giorno nella sede storica di Corso Europa 10, proprio dietro al Duomo e a due passi da Piazza San Babila, vengono curati pazienti che arrivano in situazioni fortemente compromesse, con denti giudicati da altri professionisti ormai irrecuperabili.

La sfida più grande del Dott. Gianluigi Bittante e della sua equipe specialistica è proprio quella di salvare gli elementi dentali giudicati dai colleghi ormai perduti.
Una sfida che da oltre sessant’anni lo studio ha accettato, e che le migliaia di pazienti finora curati con successo dimostra, ogni giorno, di essere vinta.

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Dal 1955, il tuo dentista in Centro a Milano.
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Quindi ricorda che...
  • I denti permanenti devono rimanere ben saldi nella bocca, per tutta la vita;
  • Non è normale che i denti si muovano, o che ‘dondolino’;
  • Quando i denti permanenti si muovono, è sempre segno di un grave problema sottostante;
  • La parodontite, o piorrea, è un’infiammazione cronica e degenerativa del parodonto, che può causare la perdita dei denti;
  • La parodontite è dipesa da un attacco batterico incontrollato, a cui il sistema immunitario risponde con la retrazione gengivale;
  • La retrazione gengivale forma delle vere e proprie tasche parodontali, dove si annida e prolifica la placca batterica;
  • Il tartaro, ovverosia la placca batterica calcificata, è l’elemento infiammativo che da origine alla parodontite;
  • Se trascurata e non trattata, la parodontite distrugge i tessuti gengivali, arrivando sino all’osso alveolare, minando la stabilità del dente;
  • La parodontite è, assieme alla carie dentale, la prima causa di perdita dei denti nella popolazione adulta;
  • Nella sola Italia, si stima che oltre il 60% della popolazione over 50 sia affetta dalla malattia parodontale;
  • La cura della parodontite prevedere la scrupolosa igiene orale quotidiana, affiancata anche a periodiche pulizie professionali in studio;
  • La predisposizione alla parodontite è genetica, ma ha comunque bisogno di un fattore scatenante per iniziare, che è quello della sovraesposizione batterica
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i nostri pazienti, la nostra famiglia:
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‟Ad oggi, ho ancora in bocca tutti i miei denti, quando invece altri mi avevano prospettato di levarli.
Grato e soddisfatto del Dott. Bittante e del suo staff!"
Davide
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Ho cominciato a perdere i denti, e ho quindi chiesto subito aiuto al Dott. Bittante.
Mi ha curata, e non ho perso mai più un dente! Grazie Dottore!"
Marina
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Ho salvato tutti i miei denti, e mi posso vantare di un sorriso che cerco di mostrare in ogni occasione!
Ringrazio la cura e la dedizione che tutto lo staff mi ha dedicato!"
Alice
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