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L'impianto dentale: rimettere i denti perduti senza dolore

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l'impianto dentale a milano

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‟Ero emozionata per avere l'apparecchio, perché mi hanno fatto i denti tutti belli!"
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Gianluigi Bittante - MioDottore.it
Dentista in centro a Milano

due impianti dentali in titanio correttamente inseriti in sede, osteointegrati

quando si perde un dente, subito si pensa al lato squisitamente estetico dell’accaduto.
Questo in parte è normale, poiché il sorriso è una delle prime cose che notiamo negli altri (e che vogliamo fare notare di noi), e in parte è dato dalla nostra società attuale, dove l’apparenza e l’estetica sono considerati spesso ‘valori assoluti’, ben al di sopra di tutto il resto.

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in realtà, oltre al problema prettamente estetico, la perdita di un dente si tramuta spesso in un problema funzionale, poiché le arcate dentarie, a prescindere dal dente perduto, tentano sempre di ‘riallinearsi’ e colmare il vuoto lasciato dall’elemento dentale ora assente.

questo genera una serie di altre problematiche concatenate, spesso gravi, che la moderna Odontoiatria può evitare con il veloce rimpiazzo del dente naturale perso.

leggi questa pagina per scoprire cos’è un impianto dentale: come è inserito, quando è possibile farlo, quali sono le tecniche per innestarlo senza pericoli e quanto può durare nella tua bocca.

Cos’è un impianto dentale?

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una moderna corona sintetica, con abutment svitabile

un impianto dentale è una protesi fissa, cioè non rimovibile autonomamente dal paziente, in grado di rimpiazzare un elemento dentale perduto, oppure estratto.

si differenzia dai classici ponti odontoiatrici poiché il suo inserimento non poggia su altri elementi dentali già presenti, ma su delle speciali viti biocompatibili, chiamate viti endossee che, inserite nell’osso alveolare, si legano fortemente ad esso, andando quindi a simulare una vera e propria radice dentale naturale.

gli impianti dentali non vanno confusi con le protesi mobili, come ad esempio le dentiere oppure le protesi scheletrate: sono veri e propri innesti artificiali nell’osso mascellare o mandibolare, a cui si saldano per mezzo del noto processo di osteointegrazione, peculiare delle ossa dei mammiferi.

Perché è necessario inserire un impianto artificiale quando si perde un dente?

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a differenza di altre specie animali, gli esseri umani hanno solo due dentizioni durante il corso della loro esistenza: la dentizione decidua (i cosiddetti ‘denti da latte’), provvisoria, e la dentizione permanente, che si conclude quasi totalmente poco prima della pubertà (ad eccezione del terzo molare).

la dentizione decidua viene rimpiazzata da quella permanente, che è definitiva, e dura tutta la vita restante del soggetto.
Se viene perduto un elemento dentale della dentizione permanente, l’organismo non lo rimpiazza.

allo stato attuale della tecnologia biologica e della medicina, è tuttora impossibile ricostruire sinteticamente la gemma dentale biologica, cioè la pro-struttura da cui si sviluppa un dente.
Non che non ci si potrà arrivare nel futuro (probabile), ma al momento è impossibile.

ecco perché gli elementi dentali perduti possono essere rimpiazzati, al momento, esclusivamente da protesi sintetiche, realizzate in materiali bio-compatibili.
Nel corso della storia dell’Odontoiatria, l’essere umano si è sempre ingegnato per produrre protesi dentali sempre più efficienti e dall’aspetto naturale, spesso con risultati famosi e passati alla storia (si pensi, ad esempio, alla dentiera di George Washington).

la vera svolta nella lunga storia delle protesi dentarie si è però avuta nel recente, quando la tecnologia metallurgica odontoiatrica e il progredire della chirurgia orale hanno permesso l’inizio dell’implantologia al titanio.
Un materiale al 100% biocompatibile, sicuro quindi da inserire nelle ossa umane, in quanto non capace di provocare il rigetto.

Quando è indicato l’impianto dentale?

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l'impianto dentale simula il dente naturale, permettendo di rimpiazzare egregiamente gli elementi perduti

L’impianto dentale è una protesi indicata ogni val volta ci sia bisogno di rimpiazzare uno o più elementi dentali naturali perduti, oppure estratti.
È difatti pensato esclusivamente per prendere il posto della radice naturale dei denti, inserendosi nell’osso alveolare e rimanendone ancorato, imitando il naturale cemento dentale.

nell’Odontoiatria moderna, l’impianto dentale assume un ruolo decisivo nel ripristino della corretta masticazione, delle occlusioni e anche della salute e del benessere di muscoli del collo, della schiena e dei lombi.
Difatti, un elemento dentale mancante, se non ripristinato prontamente, causa sempre un disallineamento delle occlusioni, in quanto i denti tendono, naturalmente, a cercare un nuovo punto di contatto.

rimpiazzare quindi il prima possibile il dente perduto significa evitare questo disallinamento delle occlusioni, ed evitare perciò problemi masticatori, muscolari e posturali

Com’è fatto un impianto dentale?

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L’impianto dentale moderno è un sistema modulare, composto essenzialmente da tre elementi, distinti tra di loro ma che, uniti, formano una struttura funzionale e coesa.
Questi tre elementi sono:

  • La vite endossea
    È l’elemento metallico, realizzato in puro titanio al 100% biocompatibile, che prende il posto della radice del dente mancate.
    Viene inserita nell’osso alveolare per mezzo di apposita procedura (anche guidata per mezzo di TAC dentale), e si aggancia alla struttura ossea per la naturale osteointegrazione, caratteristica comune e nota delle cellule delle ossa umane.
    In una struttura ossea sana, tale integrazione avviene in circa 3-4 mesi;
  • Abutment (moncone transmucosa)
    Elemento di sostegno alla corona dentale vera e propria, che funga da collegamento con essa e la vite endossea.
    Può essere agganciato alla vite endossea per cementificazione, per avvitamento dello stesso moncone o per fissaggio con un’apposita vite, che s’infila dentro la madrevite dell’endossea.
    Tra i suoi compiti, oltre ad agganciare fisicamente la corona alla vite, c’è anche quello di impedire l’infiltrazione batterica transmucotica, potenzialmente letale per la stabilità dell’impianto;
  • La corona sintetica
    La parte prettamente visibile dell’impianto, che deve simulare sia l’estetica del dente naturale perduto, sia la funzionalità (masticazione e fonetica).
    È realizzata solitamente in una lega di materiali, per garantire buona resa estetica ma resistenza alla masticazione

all’inizio dell’implantologia, vite endossea e moncone (abutment) erano parte di un unico elemento, ma il progredire della tecnica ha stabilito che è meglio separare i due componenti, per motivi di praticità e facilità di manutenzione (ed anche di intervento, se le le cose dovessero un giorno andare storte).

Possono essere rimpiazzati tutti i denti perduti tramite un impianto dentale?

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un paio di monconi correttamente inseriti nella vite endossea, pronti per ricevere l'inserimento della corona sintetica

La tecnologia moderna permette di creare impianti e corone per ogni dente dell’arcata dentale, eccezion fatta ovviamente per il terzo molare (dente del giudizio) che non è mai sostituito.
Grazie all’odontotecnica avanzata, coadiuvata ora dalla stampa CAD in 3D, è possibile ricreare e produrre protesi esteticamente non distinguibili dai denti naturali, anche per lavorazioni difficili come quelle degli incisivi e dei canini.

quindi, la risposta è sì: tramite impianto può essere rimesso qualsiasi elemento dentale perduto, fatto salva l’idoneità del paziente all’impianto stesso (sempre da appurare dopo una visita specialistica dall’Odontoiatra).

Ci sono dei requisiti obbligatori per l’inserimento di un impianto dentale?

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grazie alla scansione TAC in 3d, è possibile ricostruire in pochi minuti l'intera struttura della bocca del paziente

decisamente, sì.
Un impianto dentale è una protesi che deve essere inserita direttamente nell’osso mascellare o mandibolare, e quindi prevede dei requisiti obbligatori per essere installato nella bocca del paziente.
I rischi di un fallimento di un impianto dentale sono direttamente proporzionali all’incuria di una perfetta anamnesi del caso specifico del paziente, e della ben ponderata valutazione del carico effettivamente sopportabile dal suo osso alveolare, nonché della sua salute generale.

sono papabili per l’impianto dentale solo pazienti con gengive integre e osso altrettanto in buona salute, senza retrazione e senza infezioni da parodontite.
Più c’è osso a disposizione, più aumenta la lunghezza della vite endossea inseribile, e quindi di conseguenza più stabile sarà l’impianto.

pazienti con poco osso, magari retratto per via del lassismo perduto nell’indecisione se mettere o no l’impianto (più l’osso rimane senza dente naturale, più si restringe) non sono idonei al trattamento.

così come pazienti con accertata parodontite cronica, mai trattata e che magari ha già fatto perdere elementi dentali, non sono trattabili con un impianto dentale, poiché l’osso (quello che ne è rimasto, almeno) subirà senz’altro un processo infettivo grave, che comprometterà tutto l’impianto stesso.

anche pazienti con un’accertata noncuranza dell’igiene orale scrupolosa non sono assolutamente idonei per l’inserimento di un impianto dentale.
Per essi, il rischio di perimplantiti (cioè infiammazioni della gengiva e dell’osso adiacenti all’impianto) aumenta esponenzialmente, e può mettere a rischio tutta la lavorazione.

Come viene preparata l’operazione di impianto dentale?

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La valutazione dell’idoneità o meno del paziente all’impianto dentale è fatta esclusivamente dell’Odontoiatra specializzato in Implantologia, dopo un’attenta visita clinica, coadiuvata anche da esami radiografici.
Nello specifico, è solitamente indicata una lastra ortopanoramica, meglio se effettuata con una TAC dentale a tecnologia Cone Beam (fascio conico).

tramite la tomografia assiale delle moderne macchine a scansione conica, è possibile anche ricostruire in 3D l’intera struttura maxillo-facciale del paziente.
Un utilissimo modello, su cui può essere progettato già l’impianto stesso.

effettuate tutte le valutazioni del caso, l’Odontoiatra decide il tipo di tecnica chirurgica e il tipo di impianto adatto per il paziente.
Non tutti gli impianti infatti sono uguali, e si differenziano sia per tecnica d’inserimento che per capacità di carico (cioè di masticazione).

dopo aver scelto tipo di intervento chirurgico e tipo di impianto, arriva il momento dell’azione, cioè dell’inserimento della vite endossea.
Questo passo in genere spaventa molto il paziente (che spesso, più che impedimenti economici, ritarda l’intervento per pura paura), ma è compito del dentista rassicurarlo e tranquillizzarlo: con le tecniche chirurgiche attuali, è una procedura ormai considerata di routine, assolutamente indolore.

a seconda del tipo di intervento e del tipo di impianto, lo stesso può essere inserito totalmente in una singola seduta oppure in più sedute, anche a distanza di mesi l’una dall’altra.

andremo ora a vedere i differenti tipi di impianto, con le differenti tecniche chirurgiche disponibili.

L’impianto dentale a carico differito

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in questa tipologia d’impianto la vite endossea viene inserita nell’osso con il foro per il moncone tappato, riposizionando la gengiva proprio sopra l’impianto, di modo che non si veda nulla una volta guarita la ferita.

dopo qualche giorno vengono levati i punti di sutura, e si attende poi la completa osteointegrazione dell’impianto: di solito dai tre ai sei mesi, in caso di osso sano e di qualità.
Passato il tempo necessario all’osteointegrazione, la gengiva viene incisa per accedere al tappo della vite, che viene sostituito con un apposito altro tappo (tappo di guarigione), stavolta sporgente un poco fuori dalla gengiva.
Dopo qualche settimana, a guarigione gengivale conclusa, si può installare l’abutment e procedere alla scelta della nuova corona.

questo metodo è stato il primo ad essere sviluppato, e risulta in molti casi ancora il più adatto: permette un’ottima osteointegrazione, giacché l’impianto non è sollecitato da nulla durante la guarigione.
Ha lo svantaggio, di cui il paziente deve essere avvertito, di richiedere però un po’ di mesi prima di vedere l’impianto stabile e con il nuovo dente.

L’impianto dentale a carico progressivo

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un impianto overdenture, pronto per essere inserito nella bocca del paziente

tecnica d’impianto uguale a quella sopra classica sopra descritta, ma che si differenzia da quest’ultima poiché, dopo l’installazione dell’abutment definitivo, viene inserita una corona provvisoria, fatta di materiale morbido e leggermente meno alta di quella che dovrebbe invece essere installata, in modo da non occludere perfettamente con il dente antagonista.

lo scopo di questa tecnica è quello di creare un carico masticatorio progressivo sull’osso del paziente, in modo da non sforzarlo troppo.
Si sceglie questa tecnica quando l’osso che ospita l’impianto è di scarsa qualità, è di poca profondità o ha subito un’importante recessione, tale da averne reso necessaria la ricostruzione.

il principio di base del carico progressivo è lo stesso di una comune tecnica di fisioterapia: si indirizza il carico poco a poco, riabilitando a piccoli passi la parte da ripristinare di funzionalità.

il carico progressivo si rivela un’ottima tecnica nei casi di paziente che decide di mettere l’impianto molti anni dopo aver perduto il dente naturale, in cui si evidenzia una decisa regressione ossea.

L’impianto a carico immediato

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nell’impianto a carico immediato, sia l’abutment che la corona protesica vengono installati direttamente nella stessa seduta (o dopo pochi giorni) in cui s’installa la vite endossea.
Questo consente di ripristinare immediatamente il sorriso e l’estetica della bocca, e il necessario tempo di guarigione e di osteointegrazione è garantito dall’uso di corone morbide e non occludenti, quindi non in grado di masticare.

questo ‘trucco estetico’ protegge l’impianto e la sua guarigione, ma il paziente deve essere debitamente informato e molto collaborativo: infatti, durante tutti i mesi necessari comunque all’osteointegrazione, dovrà fare a meno di diversi cibi, eseguire una particolare e scrupolosa pulizia della zona attorno all’impianto ed astenersi da dati alimenti (solitamente, quelli troppo duri o troppo gommosi).

l’impianto a carico immediato (che di ‘carico’ non ha nulla o quasi) viene sovente pubblicizzato come novità eccezionale dal marketing sanitario, ma in realtà, sebbene abbia indubbi vantaggi (per primo, quello estetico) non è indicato per tutti i tipi di pazienti, e il suo utilizzo pertanto deve essere ben ponderato prima dal dentista.

L’impianto chirurgico classico

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L’impianto dentale con metodo classico (o tradizionale) prevede l’incisione della gengiva, la foratura dell’osso alveolare (eseguita con differenti frese, in grado di creare un madrevite endosseo con diametro progressivo), l’inserimento della vite endossea e la sutura gengivale.

grazie all’avanzamento della chirurgia orale e all’uso dell’anestetico locale, è un intervento totalmente indolore: il paziente non sente assolutamente nulla, e il tutto dura circa un’ora-un’ora e mezza.
La ferita gengivale guarisce nel giro di pochi giorni, durante i quali è normale vedere la parte trattata gonfia e un po’ sanguinante.

il dolore post-operatorio, comunque sopportabile, può essere tenuto a bada dall’uso di comuni antinfiammatori e antidolorifici.
Anche in questo caso, il marketing sanitario senza troppi scrupoli tende a sminuire questo metodo a favore di quello transmucosa, ma in realtà va ribadito che non esiste un metodo migliore di un altro: è il dentista che sceglie la giusta procedura, dopo aver valutato cosa è meglio per il paziente.

L’impianto chirurgico transmucosa

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L’impianto dentale transmucosa, chiamato anche mini-invasivo, prevede la foratura diretta dell’osso attraverso la gengiva (da cui il nome), senza prima inciderla e sollevarla.
Sebbene possa sembrare un metodo ‘alla cieca’, in realtà così non è affatto: la zona esatta da forare e la giusta inclinazione dell’impianto è decisa prima, durante la ricostruzione 3D dell’arcata dentale, eseguita grazie all’ausilio della TAC dentale in tre dimensioni.

tramite il software non solo si ricostruisce la mappatura precisa della bocca del paziente, ma anche si simula l’inserimento dell’impianto.
Una volta progettato al computer, si passa pari pari il lavoro nel reale, per mezzo di apposite dime costruite in CAD, precisissime grazie alla TAC in 3D.

questo metodo ha il grande vantaggio di essere davvero mini-invasivo: la gengiva viene forata e non tagliata e sollevata, con minima perdita di sangue e senza la necessità di punti di sutura.
Ne consegue una guarigione rapida e minor dolore post-operatorio (comunque presente, anche se sopportabile tranquillamente con gli antidolorifici).

L’impianto transmucosa è un metodo efficace e veloce, ma non è migliore di quello classico: è solo un altro metodo a disposizione del Chirurgo Odontoiatra, l’ultima persona ad aver potere decisionale su cosa scegliere o meno.

Quanto dura un impianto dentale?

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se ben eseguito, un impianto dentale dura moltissimi anni, prima di una sua revisione

teoricamente, per sempre.
Se ben eseguito e, soprattutto, ben controllato e mantenuto nel tempo, l’impianto dentale moderno è progettato per durare davvero a lungo.
La vita media di un impianto ben eseguito prima della sua revisione si attesta sui 10-15 anni, ma la statistica è destinata sicuramente a cambiare (e ad aumentare in tempo di vita media) durante la raccolta delle informazioni degli impianti installati in questo periodo.

va ricordato che occorre infatti del tempo, parlando di impianti, prima di avere statistiche certe ed aggiornate.
Quelle che abbiamo ora, difatti, si riferiscono agli impianti di 15 ed oltre anni fa, e non quelli di costruzione attuale, che si presume dureranno ancora di più.

detto questo, un impianto dentale non è una protesi mobile, che può essere sostituita facilmente: è un qualcosa di inserito ben dentro l’osso del paziente, che diventa parte tutt’uno con esso, e come tale deve essere considerato e trattato.

e deve essere trattato bene, con la giusta manutenzione quotidiana casalinga (la cura e l’igiene dentale perfetta), i regolari controlli dal dentista e le altrettanto regolari pulizie professionali periodiche.
Solo così un impianto può durare davvero tanto tempo in bocca al paziente, senza necessità di rifarlo.

È possibile che l’impianto venga rigettato dal corpo?

assolutamente no.
Gli impianti moderni sono realizzati in puro titanio: un materiale al 100% biocompatibile, chiamato in gergo medico ‘inerte’.
Già vuole dire che viene accettato dall’organismo, non dando luogo a fenomeni di rigetto.
Gli impianti dentali moderni sono quindi sicuri e a prova di rigetto

È possibile che l’impianto non si integri nell’osso?

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sì, è un evento ormai raro, ma possibile.
Con le moderne tecniche chirurgiche disponibili, se il paziente si dimostra collaborativo e preciso nel post-intervento, e se v’è comunque una buona situazione ossea di partenza, il rischio di una mancata osteointegrazione è davvero minimo.
Minimo, però sempre presente, è bene specificarlo.

nessuna procedura ortopedica che prevede l’inserimento di protesi endossee è priva del rischio di mancata osteointegrazione, non solo gli impianti dentali.

tuttavia, anche se essa dovesse avvenire, i disagi per il paziente sarebbero comunque minimi: l’estrazione di un impianto fallito è un intervento semplicissimo, che lascia un piccolo foro che guarisce dopo pochi giorni.
Nel caso, comunque, si potrà sempre tentare un secondo impianto, magari studiando meglio la situazione di partenza.

È possibile che un impianto si infetti?

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se il dentista esegue tutte le (ferree, ormai) norme di sterilizzazione e si assicura della totale sterilità di strumenti e materiali utilizzati nell’intervento, l’infezione post-chirurgia è un evento abbastanza raro.
La perimplantite, cioè l’infezione di gengiva o osso adiacente ad un impianto, è sempre possibile, ma statisticamente ormai non così sovente.

molto sta anche al paziente, e alla sua cura scrupolosa delle istruzione ricevute dal dentista per la pulizia e la manutenzione del suo impianto dopo l’intervento: gran parte delle perimplantiti sono causate proprio dalla scarsa igiene orale casalinga del paziente!

Quanto costa un’impianto dentale, ad esempio a Milano?

dopo un primo periodo di normale e fisiologico mercato al rialzo, oggigiorno i prezzi di un impianto completo in una grande città, ad esempio Milano, sono essenzialmente accessibili a tutti.
Quasi tutti gli studi dentistici seri e di un certo livello di professionalità (e deontologia medica, è bene ricordarlo) propongono comunque soluzioni rateali, anche per chi dovesse considerare l’impianto dentale un costo troppo oneroso.

Dal 1955, l’eccellenza dell’Implantologia a Milano di cui ti puoi fidare

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lo Studio Dentistico Bittante è il sinonimo di eccellenza e professionalità odontoiatrica, sin dal 1955.
In attività da oltre sessant’anni, lo storico studio di Corso Europa 10, proprio dietro al Duomo e a due passi da Piazza San Babila è specializzato da lungo tempo nell’Implantologia, con un’equipe dedicata di Odontoiatri e Chirurghi Maxillo-Facciali specialisti solo in impianti dentali.

nello studio, modernamente organizzato, è presente una TAC dentale con tecnologia Cone Beam, in grado di mappare in 3D tutta la struttura dentale del paziente, ricostruendo virtualmente tutte le arcate dentali.

in questo modo gli esperti Chirurghi Orali dello studio, guidati dal Dott. Gianluigi Bittante, possono valutare alla perfezione ogni caso clinico, scegliendo il tipo di impianto più adatto, con il carico masticatorio idoneo.

Non una clinica, non un franchising, ma una famiglia di professionisti per te

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siamo i professionisti dell'implantologia a milano, sin dal 1955

lo Studio Dentistico Bittante è l’eccellenza medica ed odontoiatrica sin dal 1955, ed è gestito da un’unica famiglia di professionisti del sorriso, arrivati ora alla terza generazione.

lo studio non è una clinica low-cost e non è un franchising, ma è curato con amore e passione solo da professionisti seri ed affidabili, che ci sono e ci saranno sempre per i loro pazienti, con qualsiasi andamento del mercato e dell’economia.
Perché l’Odontoiatria è comunque Medicina, e come tale i professionisti che la praticano hanno dei precisi doveri, sia etici che deontologici, verso i loro pazienti.

e per lo Studio Dentistico Bittante, i pazienti vengono prima di ogni cosa.
Così lo studio lavora sin dal 1955, e difatti è ancora in piena attività.
In pieno centro a Milano.

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Dal 1955, il tuo dentista in Centro a Milano.
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Quindi ricorda che...
  • La dentizione umana permanente è l’ultima e definitiva dentizione: i denti perduti dopo di essa non ricrescono;
  • È importante ripristinare subito i denti naturali venuti a mancare, pena una serie di problemi di occlusione che possono generare, a loro volta, altri e ben più gravi complicanze;
  • Allo stato attuale della medicina e della tecnica biogenetica, è impossibile riprodurre in vitro i denti naturali perduti;
  • Per ripristinare i denti mancanti è possibile utilizzare degli impianti protesici di nuova generazione, realizzati in puro titanio;
  • Un impianto dentale simula la radice di un dente naturale, ancorandosi all’osso per mezzo dell’osteointegrazione;
  • Ci sono diversi tipi di impianti, diverse tecniche d’inserimento e diversi tipi di carico masticatorio;
  • Un esiste un tipo di carico masticatorio migliore di un altro: ognuno viene scelto per risolvere una data situazione di un dato paziente, a discrezione del dentista;
  • Un impianto dentale è immune al rigetto, poiché composto al 100% da puro titanio biocompatibile;
  • I moderni impianti dentali sono progettati per restare operativi per molti, molti anni;
  • Gli impianti dentali possono essere inseriti solo se le gengive sono in buona salute, e l’osso alveolare è sano e di buona profondità e consistenza;
  • C’è bisogno di una costante cura e una perfetta pulizia dentale quotidiana per mantenere in buona salute un impianto nel tempo
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