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La pulizia gengivale a Milano - Dove farla, quanto costa

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la pulizia gengivale a milano

senti cosa dicono di noi i nostri pazienti:
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Dal 1955, mia mamma è stata una delle prime pazienti del Dott. Luigi Bittante.
Ho avuto solo i Bittante come dentisti: pazienti, bravi, perfetti!"
Luisa
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Sono quarant'anni che vengo qui: ho avuto anche interventi importanti, ma non ho mai avuto paura né nessuna tensione!"
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‟Sono più di sessant'anni che vengo qui allo Studio Bittante: prima col Dott. Luigi, ora con la Dott.ssa Ilaria.
Sempre con loro!"
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Gianluigi Bittante - MioDottore.it
Dentista in centro a Milano

un po’ da tutte le parti, giustamente, si ribadisce sempre l’importanza della corretta igiene orale, in particolar modo la fondamentale pulizia dei denti.
I microscopici residui di cibo che rimangono dopo ogni pasto, infatti, sono un boccone prelibato per la nostra flora batterica orale, da cui non possiamo mai liberarci completamente.

la nostra bocca, e ormai non è più una novità, è popolata costantemente di piccolissimi ospiti non paganti (i batteri), che hanno trovato un ambiente ideale per il loro sostentamento.
Protetto, isolato, umido e buio, ricco di cibo in abbondanza e dove poter colonizzare intere zone (anche quelle interne dei denti!).

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molti di questi batteri sono per noi innocui, cioè vivono un rapporto di commensalità per noi non nocivo.
Molti altri, invece, producono degli acidi e delle tossine per noi molto pericolose, che possono dare inizio a molte gravi malattie.

a proteggere la struttura più delicata dei nostri denti dall’attacco dei batteri ‘cattivi’ c’è un particolare tessuto morbido e molto duttile, che ricopre tutte le nostre arcate dentali.
È la gengiva, la nostra barriera naturale che protegge in ogni momento tutta la nostra bocca.

una barriera resistente, che però necessita di particolari cure per rimanere sempre efficiente.
Scopri, leggendo questa pagina, come mantenere in ottima salute le tue gengive, grazie alla pulizia quotidiana e a quella periodica professionale.

Cosa sono le gengive?

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una regolare pulizia gengivale, prima e dopo

La gengiva è quel tessuto fibromucoso formato in superficie da un rivestimento cellulare di epitelio pluristratificato, che riveste i processi alveolari delle ossa mascellari, circonda i colletti dentali con un colletto gengivale e presenta delle salienze interdentali o papille.

La gengiva è fortemente aderente all’osso alveolare ed è separata con una linea festonata dalla mucosa del vestibolo orale, di colore molto più scuro e abbastanza lassa.
Le gengive fanno parte della fodera del tessuto molle della bocca, e sono unite alla mucosa dei due palati senza soluzione di continuità.

circondano i denti e forniscono una tenuta intorno a loro, proteggendo tutti gli elementi dall’attacco di qualsiasi agente esterno, batteri compresi.
A differenza dei tessuti molli delle labbra e delle guance, la maggior parte delle gengive è strettamente legata all'osso sottostante che aiuta a resistere all'attrito del cibo che passa sopra di loro.

Di che aspetto sono le gengive?

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Le gengive sane sono di solito rosa corallo nelle persone di carnagione chiara, ma possono essere naturalmente più scure con pigmentazione di melanina.

i cambiamenti di colore, in particolare l'arrossamento aumentato, insieme al gonfiore e ad una maggiore tendenza al sanguinamento, suggeriscono un'infiammazione probabilmente dovuta all'accumulo della placca batterica o del tartaro, e devono quindi essere sempre tenuti sotto osservazione.

anche gli schiarimenti del colorito naturale dovrebbero destare sospetto: gengive troppo chiare o addirittura quasi bianche suggeriscono un forte stato di anemia, un’emorragia interna oppure una pericolosa situazione di leucemia, che dovrebbe essere immediatamente indagata.

La superficie delle gengive sane è naturalmente opaca, lievemente irregolare, dalla tipica consistenza ‘a buccia d’arancia’.
Anche in questo caso, cambiamenti della sua struttura (con zone lisce e lucide) devono far sempre sospettare una problematica a monte, che solitamente vede un’origine infettiva.

La gengivite e la parodontite

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Le gengive sono il nostro baluardo, che protegge tutta la struttura non visibile dei denti e dell’osso, dall’attacco dei batteri.
Sono quindi la difesa ‘di prima linea’ contro i microorganismi, e per questo costantemente sotto pressione.
Nella bocca umana in qualsiasi momento c’è presenza di grandi colonie batteriche, che popolano normalmente il cavo orale.

molte di queste colonie sono costituite da batteri a noi innocui, altre utili ed altre invece sono formate da batteri per noi nocivi.
I batteri nocivi non lo sono tanto per la loro esistenza in sé, ma per gli effetti del loro metabolismo.

Le specie per noi pericolose, difatti, nutrendosi degli avanzi dei nostri pasti (soprattutto, zuccheri) che trovano in abbondanza in ogni spazio della nostra bocca, producono degli acidi e delle tossine estremamente pericolose, sia per i nostri denti che per le nostre gengive.

gli acidi prodotti dal metabolismo batterico possono facilmente ‘bucare’ lo smalto dentale e formare processi cariogeni, mentre le tossine prodotte possono invece irritare le nostre gengive, portandole ad uno stato di infiammazione conosciuto come gengivite.

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se le colonie batteriche non vengono prontamente rimosse per mezzo della quotidiana pulizia dentale, in poche ore per effetto della calcificazione indotto dalla saliva si tramutano in un film estremamente duro, che si attacca tenacemente al nostro smalto dentale.
È il tartaro, cioè la placca batterica calcificata, impossibile da rimuovere con spazzolino e filo interdentale.
Il tartaro infiamma le gengive e alimenta la gengivite, al punto tale che le gengive, per difendersi e difendere i tessuti profondi, si ritirano verso l’apice radicale dei denti.

questo processo di difesa, lento ma costante, scopre la radice dei denti e crea delle vere e proprie ‘tasche’ (tasche parodontali) dove possono infilarsi altre colonie di batteri, con la formazione di altro tartaro.
Un processo quindi che si auto-sostiene, e che causa l’inizio della malattia parodontale, conosciuta anche come parodontite o piorrea.

se non trattata per tempo, la retrazione gengivale scopre sempre di più i denti, permettendo alla tasca di crescere in profondità e di accumulare sempre più tartaro, arrivando nei casi gravi sino all’osso alveolare.
Una volta arrivati all’apice radicale, il tartaro e i batteri aggrediscono il cemento dentale (il tessuto che ancora i denti all’osso alveolare), facendo perdere al dente il suo naturale ancoraggio, causandone la caduta (espulsione).

assieme alla carie dentale, la piorrea è quindi la prima causa di perdita dei denti nella popolazione adulta in tutto il mondo, ed è un problema serio che, nella sola Italia, affligge oltre il 60% della popolazione over 50.
Una volta danneggiate per retrazione, le gengive non sono più in grado di rigenerarsi e ritornare al loro aspetta naturale, se non con appositi (e costosi) trattamenti chirurgici ricostruttivi.
Ecco perché è estremamente importante prevenire la piorrea, con la costante ed adeguata pulizia gengivale.

La pulizia gengivale domestica: un obbligo, non un’opzione

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la collaborazione del paziente nella regolare pulizia domiciliare è imperativa, per ottenere buoni risultati contro la piorrea

per evitare la gengivite e il suo consequenziale degrado in parodontite, è necessario provvedere al controllo giornaliero del numero delle colonie batteriche, evitando che queste superino i limiti di sopportazione del sistema immunitario.
Ciò è attuato con la pulizia orale quotidiana, da effettuarsi giornalmente dopo ogni pasto principale (e sarebbe meglio dopo ogni pasto in generale).

gli strumenti idonei allo scopo, facilmente recuperabili in qualsiasi farmacia o supermercato, sono:

  • Spazzolino dentale manuale
    Il classico strumento indispensabile che serve a rimuovere i residui di cibo e il biofilm di batteri dalle superfici dentali.
    Ce ne sono di svariati tipi, ormai tutti in fibra sintetica, di svariate consistenze (dalle setole dure a quelle morbide), con anche svariate forme e fogge.
    Non ne esiste uno migliore di un altro, e non deve necessariamente avere le setole dure per essere efficace contro la placca: l’importante è il suo corretto utilizzo.
    Va cambiato periodicamente, in quanto l’usura quotidiana consuma meccanicamente le setole, rendendolo inidoneo dopo qualche settimana;
  • Spazzolino dentale elettrico
    Spazzolino a setole rotanti, alimentato da un motore elettrico.
    È molto più efficace dello spazzolino manuale, se ben usato, in quanto riesce a rimuovere molta più placca in un tempo minore di spazzolamento.
    Va presa una certa dimestichezza nel suo utilizzo, ha un costo iniziale d’accesso più elevato ma, se ben mantenuto, si ripaga egregiamente in breve tempo.
    Anche per questo modello è necessario cambiare periodicamente le spazzole (chiamate testine), anche loro vittime dell’usura meccanica;
  • Filo interdentale
    Un filo sintetico, cerato o meno, ottimo per pulire il sotto-bordo gengivale, dove lo spazzolino non può arrivare.
    Indispensabile anche per pulire gli spazi interdentali e rimuovere i residui di cibo e zuccheri, nefasti poiché possono dar vita a pericolose carie interdentali.
    Va usato con criterio e metodo: la sua curva d’apprendimento può essere alta, ma una volta iniziato l’uso risulta facile e confortevole.
    Ce ne sono molti in commercio, di svariate caratteristiche, anche con un sottile strato di spugna morbida che ne facilita l’utilizzo ai principianti o ai pazienti con spazi dentali un po’ ampi;
  • Scovolino interdentale
    Piccolo scovolino, disponibile in molti diametri e forme, ottimo per pulire gli spazi interdentali ampi, anche patologici come nel caso delle tasche parodontali.
    Essenziale per pulire le protesi fisse tipo i ponti protesici e, in generale, dove vi sia abbastanza spazio in cui i cibi (e i batteri) possono annidarsi;
  • Idropulsore
    Essenzialmente, una piccola pompa idrica, in grado di indirizzare un getto d’acqua a pressione variabile, in grado di infilarsi un po’ ovunque nell’arcata dentale, e rimuovere quindi (per pura spinta pressoria) i residui di cibi e i batteri;
  • Collutorio
    Liquido dall’azione più o meno antisettica, solitamente di buon sapore per non irritare la mucosa orale.
    Ne esistono in commercio una quantità spaventosa, ma solo pochi sono presidi medici e chirurgici validi ed accettati.
    Quelli commerciali non servono praticamente a nulla, e possono essere ignorati.
    Utili ai fini terapeutici, ma con controindicazioni che devono essere tenute bene in conto, i colluttori alla clorexidina, potente antibatterico che perlò, se usato troppo spesso, modifica il colore dello smalto colorandolo di placche che devono essere poi rimosse con una pulizia in studio

questi strumenti classici sono l’armamentario adatto per tenere puliti denti e gengive, e sono gli unici disponibili per la pulizia domestica dei denti e delle gengive.
Sono molto efficaci, ma hanno un limite che deve sempre essere tenuto a mente: possono rimuovere avanzi di cibo e placca batterica non ancora calcificata in tartaro, solo sulla superficie dentale (o poco sotto, fino al colletto).

i depositi di tartaro, indurito e calcificato dall’azione della saliva, non possono essere rimossi con spazzolino e filo interdentale, ma devono essere rimossi con una pulizia professionale dal dentista, utilizzando strumenti molto più incisivi.

Il corretto spazzolamento dentale

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Lo spazzolamento dentale è quella tecnica manuale che permette di eliminare i residui di cibo e la placca batterica dalla superficie dei denti, abbassando quindi la carica batterica totale della bocca.
Ciò è indispensabile per tenere sane le gengive, poiché proprio i residui di cibo, specie se zuccherino, sono i responsabili dell’invasione batterica e dell’inizio della malattia parodontale.

il corretto utilizzo dello spazzolino cambia a seconda di che tipo di spazzolino si sta utilizzando: manuale tradizionale oppure elettrico.
Quale che sia lo spazzolino utilizzato, comunque, va ricordata sempre un assioma fondamentale: lo spazzolino deve spazzolare i denti, e non le gengive.
È lo smalto dentale che deve essere pulito, in quanto è proprio lì che il tartaro si può calcificare.

La gengiva ha una costante rigenerazione delle cellule superficiali, che si rinnovano perennemente, facendo staccare quelle vecchie.
Ecco perché il tartaro non può depositarsi lì, ma solo su superfici dure e stabili, come i denti.

Spazzolamento manuale: come va fatto

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detartrasi del palato inferiore, prima e dopo

con lo spazzolino manuale, i denti vanno puliti evitando in ogni caso spazzolamenti orizzontali: non solo non rimuovono affatto la placca, ma possono rovinare seriamente le gengive ed infiammarle.

la testa dello spazzolino va posizionata, senza premere eccessivamente, alla base dei denti, e da lì va effettuato un movimento verticale verso l’alto.
È bene ripetere il movimento più volte, sempre senza premere eccessivamente, assicurandosi così che ogni traccia o residuo di cibo sia eliminato.

tramite questo metodo va pulita sia la parte esterna che quella interna dei denti, di tutte e due le arcate.
L’importante è non premere eccessivamente sulle gengive alla base dei denti: lo scopo non è pulire le gengive, ma mantenere le gengive sane evitando la formazione del tartaro sui denti stessi.

Spazzolamento con lo spazzolino elettrico

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per capire dove la placca si annida maggiormente e indirizzare il paziente verso la corretta pulizia, il dentista può utilizzare marcatori della placca

con lo spazzolino elettrico, i denti vanno puliti singolarmente.
L’azione rotante della testina dello spazzolino farà il lavoro più grosso per noi, e quindi non è assolutamente necessario premere né sui denti e né contro le gengive (o potrebbero, anche in questo caso, rovinarsi).

acceso lo spazzolino, va posato delicatamente sul dente, a mo’ di ‘cupola’ e, con leggeri movimenti (sempre senza premere) la testina deve essere passata sopra l’intera superficie dentale.

datosi che lo spazzolino elettrico, se ben usato, ha un’azione pulente molto più efficace dello spazzolino manuale, questo porta il vantaggio di un minor tempo di utilizzo.
Occorre un po’ di pratica per padroneggiare al meglio lo spazzolino elettrico, ma il suo corretto uso risulta poi naturale e veloce: tutto sta a farci un po’ la mano.

Il filo interdentale

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Lo spazzolino, sia elettrico che manuale, ha un limite intrinseco: la sua pulizia si ferma sino al bordo gengivale, ma i batteri (e residui di cibo) possono finire anche sotto di esso.

così come frammenti di cibo, specie se fibrosi, possono rimanere incastrati tra dente e dente.
Questi avanzi sono pericolosi, poiché sono preso attaccati dai batteri che, nutrendosene, fermentano e rilasciano i loro pericolosi acidi, oltreché a calcificare poi nel tartaro.

esistono diversi tipi di filo, essenzialmente divisi in cerati e non cerati: la scelta, anche in questo caso, è ininfluente rispetto invece all’importanza del loro corretto utilizzo.
Il filo va passato esclusivamente sotto il colletto dentale, avvolgendo delicatamente il dente dopo aver oltrepassato il ‘punto di forza’
, cioè il contatto tra gli elementi dentali.

dopo aver avvolto delicatamente il dente col filo, esso deve essere rimosso con un movimento verso il basso, di modo da portarsi appresso tutti i residui di cibo (e placca batterica).

Lo scovolino dentale

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strumento utile per chi ha spazi interdentali abbastanza larghi, oppure per chi è portatore di alcuni tipi di protesi fisse, come ad esempio il ponte dentale.
Esistono anche qui diversi tipi di scovolino, dal diametro variabile: da 0.3mm circa anche fino a 1mm, in modo da coprire più o meno tutte le esigenze di pulizia.

sono strumenti estremamente efficaci, ed in molti casi davvero indispensabili: riescono a pulire egregiamente gli spazi ampi, portandosi via ogni residuo di cibo in facilità.
Non devono essere usati per forza da tutti i pazienti, però: solo in quelli dove gli spazi interdentali consentono di inserire lo strumento.

sono praticamente obbligatori per pazienti affetti da parodontite e tasche parodontali, in quanto la recessione gengivale causa sempre ampi spazi vuoti tra dente e dente, dove si possono annidare facilmente batteri (con frammenti di cibo).

La predisposizione alla parodontite: quando la pulizia orale quotidiana non basta

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sebbene la pulizia quotidiana domiciliare sia imprescindibile per abbassare la carica batterica ed eliminare i residui di cibo dal cavo orale, essa però non basta per mantenere sane le gengive.
Difatti, anche con la più accurata delle pulizie quotidiane, statisticamente un po’ di placca batterica riesce comunque a sfuggire all’azione di spazzolino e filo, calcificandosi e formando il tartaro.

dopo anni di ricerche e studi, la scienza ha finalmente stabilito che la produzione di tartaro non è solo dipesa dalla costanza o meno nella pulizia domestica, ma è anche una predisposizione soggettiva.
Difatti, alcune situazioni congenite possono favorire o meno la sedimentazione e la calcificazione della placca batterica, anche in presenza di un’igiene quotidiana impeccabile.

tra questi diciamo ‘fattori predisponenti’ c’è la predisposizione genetica alla malattia parodontale, che alcuni soggetti hanno a prescindere dal loro stato di igiene orale.
Non si eredita ovviamente la parodontite, ma la predisposizione dei tessuti gengivali alla stessa, essenzialmente data dalla sensibilità all’attacco della placca batterica.

tra gli altri fattori predisponenti, c’è anche quello di una particolare composizione della saliva che, in alcuni soggetti, può favorire il proliferare della placca batterica, e di conseguenza il tartaro.
Il consumo di tabacco, infine, è un altro serio fattore predisponente, particolarmente importante poiché incidente direttamente sulla capacità rigenerativa delle gengive.

insomma: la pulizia orale domestica su base giornaliera è imprescindibile, ma spesso non basta da sola a tenere ben pulite ed in salute le gengive.

La pulizia professionale in studio odontoiatrico

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è necessarip provvedere regolarmente alla pulizia professionale in studio

La pulizia professionale dei denti e delle gengive è una procedura terapeutica odontoiatrica, eseguibile esclusivamente in uno studio dentistico.
Lo scopo della pulizia professionale è quello di eliminare ciò che, con i normali strumenti di uso domestico, è altrimenti impossibile: il tartaro.
La pulizia professionale, chiamata quindi detartrasi, viene praticata dall’Odontoiatra o dall’Igienista Dentale, per mezzo di appositi strumenti disponibili solo in studio dentistico.

il tartaro viene rimosso in vari modi: per mezzo di un ablatore ultrasonico, tramite lo specillo, la curette o gli scalers (appositi uncini di varie fogge, utilissimi proprio per rimuovere il tartaro).
La detartrasi semplice viene effettuata di solito senza anestesia locale, o al massimo utilizzando delle leggerissime anestesie applicate con gel o spray alla lidocaina.

durante la pulizia, il dentista o l’igienista rimuovono le placche di tartaro ancorate allo smalto dei denti, soprattutto sotto il colletto dentale.
Di norma, in una condizione non patologica, la pulizia dentale professionale è rapida ed efficace: va ripetuta ciclicamente, almeno una volta l’anno, e con l’occasione il dentista controllerà anche lo stato di salute dei denti in generale, individuando eventuali carie da curare tempestivamente.

in caso di parodontite oppure di predisposizione alla stessa, la pulizia dentale deve essere effettuata a distanze più ravvicinate, solitamente ogni 3-4 mesi.

se il tartaro è penetrato più in profondità nella gengiva, dove lo scaler o l’ablatore non possono arrivare, è necessario ricorrere alla curettage, cioè il raschiamento sotto-gengivale che si svolge sotto anestesia locale.
Solo nei casi di grave parodontite, dove neppure la curette riesce ad arrivare, è necessario eseguire un vero e proprio intervento chirurgico, incidendo e sollevando la gengiva per accedere comodamente alla radice, sede della sedimentazione di tartaro.

Pulizia e controlli periodici, ecco il trucco

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mantenere le gengive pulite significa mantenere tutta la bocca pulita, con una costante igiene orale (ben eseguita) e, non secondariamente, con i regolari controlli e pulizie professionali periodiche dal dentista.
Specialmente se si è predisposti alla malattia parodontale, è necessario seguire con costanza i piani terapeutici prescritti dall’Odontoiatra, non scordandosi di saltare sedute e controlli periodici.

solo in questo modo è possibile impedire l’insorgenza delle condizioni patologiche di gengivite e piorrea conclamata: altri ‘trucchi’ non ce ne sono, così come nessun altro segreto o ‘rimedio della nonna’ (checché se ne legga sull’Internet).

Dal 1955, gli specialisti per le tue gengive a Milano

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dal 1955, gli specialisti della parodontologia a milano

Lo Studio Dentistico Bittante è, sin dal 1955, l’eccellenza specializzata nella Parodontologia a Milano.
Nella storica sede di Corso Europa 10, proprio dietro al Duomo e a due passi da Piazza San Babila, un’intera equipe di professionisti Parodontologi lavora ogni giorno per garantirti le migliori cure specialistiche disponibili sul mercato.

ogni sala dello studio, modernamente attrezzato, è dotata di microscopio operatorio e laser ad alta potenza, in grado di trattare con efficacia anche le situazioni di parodontite severa.
Gli Igienisti Dentali dello studio, a stretto contatto con gli Odontoiatri, possono gestire il tuo piano periodico di controlli e pulizie, garantendoti l’alta qualità dei trattamenti e la sicurezza del non saltare neppure uno dei controlli programmati.

dal 1955, lo Studio Dentistico Bittante è il benessere e la salute delle tue gengive.
Scopri anche tu perché, da sessant'anni, migliaia di pazienti sono stati curati con passione ed amore da una famiglia di specialisti del sorriso, sempre a disposizione per aiutarti semplicemente a stare bene.

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Dal 1955, il tuo dentista in Centro a Milano.
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Quindi ricorda che...
  • Le gengive sono il tessuto di protezione dei denti;
  • La bocca umana è costantemente popolata da microorganismi, che si nutrono degli avanzi dei nostri pasti;
  • Alcuni batteri vivono in simbiosi con noi e ci sono utili, altri sono invece dannosi;
  • Le gengive proteggono i denti e l’osso alveolare dall’attacco dei batteri dannosi;
  • La pulizia e l’igiene orale quotidiana sono indispensabili per mantenere in salute le tue gengive;
  • Lo spazzolino, il filo interdentale e lo scovolino dentale sono gli strumenti necessari e sufficienti per una corretta igiene orale quotidiana;
  • Non devi mai spazzolarti i denti in orizzontale: rovinERESTI solo le gengive, senza rimuovere i batteri!
  • L’uso dello spazzolino elettrico può aiutarti se hai difficoltà con lo spazzolino tradizionale (ed è più efficace);
  • Non importa con che setole decidi di pulire i tuoi denti, morbide o dure, basta che lo fai bene;
  • Non devi usare troppa energia quando ti pulisci i denti, o rovinerai le tue gengive;
  • Devi ricordarti di pulire i denti dopo ogni pasto principale, soprattutto dopo cena;
  • Evita di mangiare troppo spesso troppi cibi zuccherini, poiché sono il pasto prediletto dei batteri;
  • I colluttori commerciali sono sostanzialmente inutili, e non dovresti utilizzarli;
  • Il colore naturale delle gengive è rosa-corallo: se vedi strane variazioni a questo colore, corri subito dal dentista;
  • Se non pulisci i denti per bene dopo ogni pasto, entro poche ore la placca batterica calcificHERÀ, trasformandosi in tartaro;
  • Pulirti i denti ogni giorno non basta per salvaguardare le tue gengive: devi anche effettuare i controlli e le pulizie periodiche;
  • Puoi rimuovere il tartaro solo dal dentista, con la pulizia professionale (detartrasi)
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