Sono la Dott.ssa Ilaria Bittante, igienista dentale perfezionata nelle terapie parodontali presso lo Studio Dentistico Bittante di Milano, in Corso Europa dal 1955. Ogni settimana, in studio, vedo pazienti che mi raccontano la stessa cosa: "Mi sanguinano le gengive quando mi lavo i denti, ma pensavo fosse normale." Non lo è.
Le gengive sane non sanguinano, e quando lo fanno stanno cercando di dirti che qualcosa non va. In questo articolo ti spiego cosa sta succedendo, perché è importante non rimandare e cosa puoi fare concretamente.
Le gengive sane: come appaiono e cosa fanno
Le gengive sono il tessuto morbido che ricopre le radici dei denti e protegge l'osso alveolare sottostante. Quando sono in salute hanno un colorito rosa-corallo, una superficie opaca e leggermente rugosa, e non fanno male se premute. Il loro compito principale è fare da scudo agli attacchi batterici: impediscono che i batteri del cavo orale raggiungano l'osso e le radici dentali, proteggendoli dalla colonizzazione batterica. Per fare questo lavoro ogni giorno, le gengive hanno un'elevata capacità di rigenerazione, perché devono ripararsi quasi costantemente.
Quando le gengive che sanguinano sono gonfie, rosse e dolenti al tatto, non sono più in salute. Quel sangue non è un segnale da ignorare: è la risposta di un tessuto sotto attacco.
Perché le gengive sanguinano: la causa è quasi sempre la stessa
Il sanguinamento gengivale è quasi sempre la conseguenza di un processo infiammatorio in corso, causato da un accumulo eccessivo di placca batterica e tartaro.
Come si forma il tartaro e perché irrita le gengive
Dopo ogni pasto, i batteri che popolano naturalmente la nostra bocca si moltiplicano nutrendosi degli zuccheri e dei residui alimentari rimasti sui denti. Se la placca batterica non viene rimossa con lo spazzolamento, nel giro di 12-18 ore calcifica a contatto con la saliva, formando il tartaro: uno strato durissimo, composto da batteri patogeni, che aderisce tenacemente allo smalto e non può essere eliminato con il solo spazzolino.
Il tartaro irrita meccanicamente e biologicamente le gengive. Il tessuto gengivale risponde come risponde qualsiasi tessuto del corpo sotto attacco: si gonfia, si arrossa e aumenta l'afflusso di sangue nell'area infiammata. Il risultato è quello che vedi ogni mattina allo specchio: gengive che sanguinano al minimo stimolo, come lo sfregamento dello spazzolino.
Il ruolo della genetica
Non tutti reagiscono allo stesso modo all'accumulo di placca e tartaro. Alcune persone hanno una predisposizione genetica che rende le loro gengive più reattive all'attacco batterico: il loro sistema immunitario risponde in modo più aggressivo, e questo accelera il processo infiammatorio anche con quantità di tartaro relativamente basse. Altri hanno una composizione della saliva più acida, che riduce l'effetto disinfettante naturale della saliva stessa, lasciando campo libero ai batteri nel corso della notte, quando la produzione di saliva si riduce drasticamente.
Conoscere la propria predisposizione non cambia le regole dell'igiene orale, ma cambia la frequenza con cui è necessario fare controlli e pulizie professionali.
La gengivite: quando il sanguinamento è ancora reversibile
Quando le gengive sanguinano in modo acuto a causa del tartaro accumulato, la condizione si chiama gengivite. È la forma iniziale di infiammazione gengivale, e ha una caratteristica importante che vale la pena sottolineare: è ancora reversibile.
La terapia è diretta e concreta: rimozione professionale del tartaro in studio, la cosiddetta detartrasi, eseguita con strumenti odontoiatrici (scalers e ablatore ultrasonico) che lavorano lì dove lo spazzolino non può arrivare. Entro qualche giorno dalla pulizia professionale le gengive si sgonfiano e tornano al loro colore normale. In alcuni casi si associa un collutorio antibatterico; raramente è necessaria una terapia antibiotica.
La detartrasi non è sostituibile con nessuno strumento casalingo. Spazzolino, filo interdentale e scovolino servono a prevenire la formazione del tartaro, ma non a rimuoverlo una volta che si è formato.
Quando ignorare il sanguinamento diventa un problema serio
Il punto critico è questo: la gengivite non curata non rimane gengivite. Se il tartaro continua ad accumularsi e l'infiammazione non viene risolta, l'organismo adotta una strategia difensiva più radicale. L'osso alveolare, nel tentativo di proteggersi dall'attacco batterico, inizia a ritrarsi. Le gengive seguono l'osso, e ritirandosi formano spazi sempre più profondi tra dente e tessuto gengivale: le cosiddette tasche parodontali.
In queste tasche si annidano facilmente altri batteri parodontopatogeni, tra cui il Porphyromonas gingivalis, la Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum e l'Aggregatibacter actinomycetemcomitans, organismi anaerobi in grado di sopravvivere senza ossigeno, in profondità nei tessuti. A quel punto l'infiammazione diventa cronica, la retrazione è irreversibile, e la condizione prende il nome di parodontite.
La parodontite è la prima causa di perdita dei denti naturali nella popolazione adulta over 50. Il passaggio dalla gengivite alla parodontite avviene lentamente, in anni, ma una volta che la perdita ossea è avvenuta non si recupera senza intervento chirurgico.
Il segnale che distingue la gengivite dalla parodontite
Nella gengivite le gengive sanguinano ma non si ritirano in modo evidente e i denti rimangono stabili. Quando invece noti che le gengive si stanno abbassando, che i denti sembrano più lunghi di prima, o che qualche dente ha cominciato a muoversi, sei probabilmente già in un quadro parodontale che richiede una valutazione specialistica urgente.
Cosa fare se le gengive sanguinano
La pulizia serale è la più importante della giornata. Durante il sonno la saliva si riduce e cessa la sua azione disinfettante, permettendo ai batteri di moltiplicarsi indisturbati per ore. Spazzolino, filo interdentale e scovolino usati correttamente la sera riducono la carica batterica nel momento in cui è più alta. Non esiste sostituto a questa routine.
Al primo sanguinamento che si ripete nel tempo, prenota una visita. Non aspettare che peggiori. La pulizia professionale risolve la gengivite in pochissime sedute, e il costo di una detartrasi è infinitamente inferiore al costo, clinico ed economico, di gestire una parodontite avanzata. Allo Studio Dentistico Bittante valutiamo anche la predisposizione genetica del paziente attraverso un test specifico, per capire con quale frequenza è necessario programmare le sedute di mantenimento nel tempo.
Prenota una visita allo Studio Dentistico Bittante. Valutiamo lo stato delle tue gengive, rimuoviamo il tartaro se necessario e ti diciamo esattamente cosa fare per tenere la situazione sotto controllo nel tempo.
Tutte le risposte sulle gengive sanguinanti
1. Le gengive che sanguinano sono sempre un segnale di malattia? Non sempre di una malattia grave, ma sono sempre un segnale di infiammazione in corso. Le gengive sane, in condizioni normali, non sanguinano. Se il sanguinamento si ripete con regolarità durante lo spazzolamento, è il momento di fare una valutazione dal dentista o dall'igienista.
2. Può bastare migliorare l'igiene orale per far smettere di sanguinare le gengive? Dipende dallo stadio. Se l'infiammazione è recente e il tartaro è limitato, una pulizia professionale abbinata a una corretta igiene domiciliare può risolvere il problema. Se il tartaro è già abbondante o la situazione è in corso da tempo, è necessaria la detartrasi in studio: nessuno spazzolino, per quanto buono, è in grado di rimuovere il tartaro calcificato.
3. Quante volte all'anno devo fare la pulizia professionale dei denti? Non esiste una risposta uguale per tutti. In genere si consiglia una frequenza semestrale, ma chi ha una predisposizione genetica alla gengivite o alla parodontite potrebbe aver bisogno di controlli ogni tre o quattro mesi. Lo valutiamo insieme in studio sulla base della tua situazione specifica.
4. La gengivite può diventare parodontite? Sì. Se non viene trattata, la gengivite può evolvere nel tempo in parodontite, una condizione cronica e irreversibile che distrugge l'osso alveolare e porta alla perdita dei denti. Per questo è fondamentale intervenire presto, quando la situazione è ancora completamente reversibile.
5. Come faccio a sapere se sono geneticamente predisposto ai problemi gengivali? Con un test genetico indolore eseguibile direttamente in studio, che analizza la risposta immunitaria ai batteri parodontopatogeni. Poiché il DNA non cambia nel corso della vita, il test si esegue una volta sola. Nello Studio Dentistico Bittante lo eseguiamo come parte del percorso diagnostico per chi ha gengive che sanguinano in modo ricorrente.


