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Dentista d'eccellenza in centro a Milano
Parodontologia Biologicamente Guidata allo Studio Bittante di Milano

Sono il Dott. Gianluigi Bittante, Medico Chirurgo specializzato in Odontostomatologia e direttore dello Studio Dentistico Bittante di Milano, attivo in Corso Europa dal 1955. Da oltre trent'anni mi occupo di parodontologia con un unico obiettivo: salvare i denti naturali dei miei pazienti, anche nei casi in cui altri studi hanno già indicato l'estrazione come unica strada. Nel tempo ho sviluppato un protocollo di cura unico in Italia, la Parodontologia Biologicamente Guidata (PBG), che integra test genetici e microbiologici con tecnologie avanzate come il laser ad alta potenza Nd:YAG e il microscopio operatorio. I risultati clinici, documentati su migliaia di pazienti trattati, parlano da soli: oltre il 95% di successi nell'arrestare l'avanzamento della parodontite e preservare gli elementi dentali naturali.

Se hai le gengive che sanguinano, hai notato che i tuoi denti si muovono, o ti è stata prospettata un'estrazione, questa guida è per te. Quello che trovi qui non è teoria generica: è esattamente come affrontiamo la parodontite nel nostro studio ogni giorno.

Cos'è la parodontite e perché non va mai sottovalutata

Cos'è la parodontite: i tessuti di supporto del dente

La parodontite, chiamata anche piorrea o malattia parodontale, è una patologia cronica che colpisce il parodonto, ovvero i tessuti di supporto dei denti: gengive e osso alveolare, a cui le radici dentali sono ancorate attraverso il cemento radicolare. Una volta innescata, distrugge lentamente questi tessuti, e se non trattata, porta alla perdita progressiva degli elementi dentali naturali.

La cosa che colpisce di più chi affronta questa patologia per la prima volta è la sua lentezza. Dai primi sintomi alla caduta dei denti possono passare molti anni. In questo lungo arco di tempo la malattia lavora in silenzio, spesso ignorata dal paziente, che si accorge della gravità solo quando la situazione è già critica.

Da cosa è causata: il ruolo dei batteri e della genetica

La causa della parodontite è batterica. Nel nostro cavo orale vivono normalmente oltre 700 ceppi di batteri parodontopatogeni, tra cui il Porphyromonas gingivalis, la Prevotella intermedia, il Fusobacterium nucleatum e l'Aggregatibacter actinomycetemcomitans. Questi batteri sono anaerobi: sopravvivono senza ossigeno e riescono ad annidarsi sotto le gengive e nelle placche di tartaro.

La sola presenza di questi batteri non è sufficiente a scatenare la malattia. Serve una carica batterica alta, tale da sopraffare il sistema immunitario, e serve una componente fondamentale che la Medicina ha ormai chiarito senza margini di dubbio: la predisposizione genetica. Non si eredita la malattia parodontale in sé, ma la sensibilità all'attacco di questi batteri. Alcuni pazienti, per struttura genetica, reagiscono in modo molto più aggressivo alla loro presenza, sviluppando un'infiammazione che altri, anche con igiene orale scarsa, non sviluppano mai.

Questa è la ragione per cui la parodontite non può essere curata con la sola pulizia dei denti, e perché il trattamento deve essere personalizzato sulla biologia del singolo paziente.

I sintomi che non dovresti ignorare

La parodontite si manifesta in modo graduale. La sua forma iniziale, la gengivite, può ancora regredire completamente se trattata per tempo. Man mano che la malattia progredisce e si cronicizza, i sintomi diventano più evidenti e i danni ai tessuti irreversibili. Quelli che osserviamo più spesso nei pazienti che arrivano al nostro studio sono:

Se riconosci anche solo uno di questi segnali, è il momento di fare una valutazione parodontale. Prima intervieni, maggiori sono le possibilità di bloccare la malattia senza ricorrere alla chirurgia.

Il protocollo PBG: cosa significa curare la parodontite biologicamente

Il protocollo PBG (Parodontologia Biologicamente Guidata) è un approccio che ho sviluppato nel corso di oltre trent'anni di ricerca clinica, già sperimentato con successo su migliaia di pazienti. La sua logica è semplice: la parodontite non può essere trattata in modo uguale per tutti, perché ogni paziente ha una predisposizione genetica diversa e una composizione batterica diversa nel cavo orale. Il trattamento deve partire da questa biologia individuale.

Test genetici e microbiologici: la base di tutto

Prima di impostare qualsiasi terapia, eseguiamo due test fondamentali. Il test genetico analizza il livello delle interleuchine, proteine prodotte dai leucociti come indicatore della risposta immunitaria. Un'alterazione di questi parametri segnala la predisposizione alla malattia parodontale e permette di capire con quale intensità il sistema immunitario del paziente tende a rispondere all'infiammazione. Poiché il DNA non cambia nel corso della vita, questo test si esegue una sola volta.

Il test microbiologico analizza invece la composizione batterica del cavo orale: quanti batteri parodontopatogeni sono presenti, di che tipo e in quale percentuale. Questo esame viene ripetuto periodicamente durante tutta la terapia, perché è proprio questo test a guidare il lavoro di dentisti e igienisti, permettendo di misurare in modo oggettivo l'efficacia del trattamento seduta per seduta.

Con questi due strumenti sappiamo esattamente con cosa abbiamo a che fare, e possiamo scegliere il protocollo più efficace per quella specifica persona.

Laser Nd:YAG e microscopio operatorio: la precisione che fa la differenza

Le terapie del protocollo PBG si avvalgono di tecnologie che ancora pochi studi in Italia utilizzano in modo sistematico. Il laser odontoiatrico ad alta potenza Nd:YAG agisce in profondità nelle tasche parodontali: decontamina selettivamente il tessuto infetto, riduce la carica batterica sottogengivale e stimola la rigenerazione dei tessuti. È uno strumento potente e al tempo stesso preciso, che in molti casi permette di evitare l'intervento chirurgico a cielo aperto.

Il microscopio operatorio cambia completamente il livello di precisione del lavoro manuale. Con un ingrandimento che può arrivare a 25 volte, consente di lavorare su radici dentali e tasche parodontali con una minuzia impossibile da raggiungere ad occhio nudo, rimuovendo tartaro e depositi batterici in zone che normalmente sfuggono alla strumentazione tradizionale.

A questi strumenti si aggiunge la terapia GBT® (Guided Biofilm Therapy), che utilizza polveri sottogengivali di eritritolo in granuli da 14 micron: una procedura indolore, non aggressiva, che riduce in modo drastico la flora batterica responsabile delle infiammazioni gengivali, rispettando i tessuti sani.

Per approfondire, scopri i nostri trattamenti avanzati.

Si possono davvero salvare i denti con la parodontite?

Salvare i denti naturali dalla parodontite con il protocollo PBG

Sì. E i numeri lo confermano: con il protocollo PBG, oltre il 90% dei nostri pazienti riesce a conservare i propri denti naturali dopo il percorso terapeutico, anche nei casi che ci arrivano già dati per persi da altri studi.

Quando altri studi propongono l'estrazione, noi riesaminiamo il caso

Una parte rilevante dei pazienti che vengono da noi porta una proposta di estrazione ricevuta altrove. Nei casi di parodontite avanzata con perdita ossea significativa o mobilità dentale, la scelta più rapida è spesso quella di togliere il dente. È una scelta comprensibile, ma non è sempre l'unica percorribile.

Quando un paziente arriva con questa indicazione, riesaminiamo il caso da zero: valutiamo l'entità della perdita ossea, lo stato infiammatorio, la composizione batterica e la predisposizione genetica. Se esistono le condizioni cliniche per un percorso conservativo, lo proponiamo. Non ogni dente può essere salvato, e non promettiamo risultati che non possiamo garantire. Ma ogni dente merita una valutazione onesta, basata su dati oggettivi, prima di una scelta irreversibile.

La conservazione del dente naturale è sempre la nostra prima scelta, perché nessun impianto, per quanto eccellente, replica la sensazione, la funzionalità e la salute di un dente originale.

I risultati si misurano, non si raccontano

I progressi della terapia parodontale non sono una questione di impressioni. Si misurano in modo preciso: riduzione della profondità delle tasche parodontali (fisiologica sotto i 3,5 mm, patologica oltre), diminuzione del sanguinamento al sondaggio, stabilizzazione della perdita ossea documentata radiograficamente e riduzione della carica batterica verificata con gli esami microbiologici ripetuti nel corso del trattamento. Per ogni paziente disponiamo di documentazione fotografica e clinica prima e dopo, cartelle parodontali di confronto e referti di laboratorio. La trasparenza sui risultati è parte integrante del nostro modo di lavorare.

Come funziona il percorso di cura nel nostro studio

Il percorso inizia con un primo contatto telefonico in cui raccogliamo informazioni preliminari sulla situazione clinica. Ti chiediamo di portare, se disponibile, documentazione recente come lastre (radiografie, OPT ortopantomografia,..) o referti di altri studi.

La prima visita dura circa un'ora e include valutazione clinica, sondaggio parodontale con misurazione delle tasche, eventuale raccolta del campione per i test e un colloquio approfondito sui tuoi sintomi e obiettivi. Al termine ricevi un piano di cura personalizzato con tutti i dettagli: numero di appuntamenti, durata, obiettivi di ogni fase e preventivo completo. Quando esci dallo studio sai esattamente cosa aspettarti, senza sorprese.

Dopo la terapia attiva, il percorso entra in una fase di mantenimento con sedute periodiche ogni tre, quattro o sei mesi a seconda della situazione clinica. La parodontite è una malattia cronica: non si elimina una volta per tutte, ma si stabilizza e si controlla nel tempo. Il mantenimento non è un optional, è la componente che decide se i risultati durano.

Parodontite e salute sistemica: il legame che spesso non viene spiegato

La parodontite non è isolata nella bocca. La ricerca medica ha chiarito ormai da anni che esiste un legame profondo tra malattia parodontale e alcune condizioni sistemiche, in particolare il diabete mellito. Le due patologie si condizionano a vicenda: i pazienti con parodontite hanno una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, e i pazienti diabetici sono più esposti alla malattia parodontale.

Il meccanismo è legato alle citochine, in particolare alle interleuchine prodotte durante le reazioni infiammatorie della parodontite. Quando non vengono assorbite localmente dal tessuto gengivale, vengono riversate nel circolo sanguigno, generando uno stato di infiammazione cronica sistemica con aumento dell'emoglobina glicata e insulino-resistenza. Curare la bocca, in questi casi, significa prendersi cura dell'organismo intero.

Le gengive sanguinano? Un dente si muove? Hai ricevuto un'indicazione all'estrazione?

Prenota la tua valutazione parodontale allo Studio Dentistico Bittante. La prima visita dura circa un'ora e include sondaggio parodontale, analisi clinica completa e colloquio approfondito. Siamo in Corso Europa 10, Milano, a pochi passi da San Babila e dal Duomo. Chiamaci al 02.76.02.35.75 oppure scrivi a segreteria@studiobittante.com

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